Un intervento ad altissima tensione dentro un’aula semideserta, con il sottofondo delle manifestazioni che hanno blindato le strade di Manhattan. Benjamin Netanyahu è salito sul palco dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite mentre decine di diplomatici e rappresentanti internazionali abbandonavano la sala in segno di protesta.
L’affondo dal palco: “Siete codardi morali”
Senza nascondere l’irritazione per il boicottaggio, il premier israeliano ha aperto il suo discorso attaccando direttamente chi ha scelto di sfilarsi: «Siete dei codardi morali. Noi difendiamo anche voi». Netanyahu ha respinto con forza le accuse di genocidio, bollandole come la «più grande bugia del secolo», e ha rivolto attacchi frontali ai governi di Francia e Regno Unito, accusati di ipocrisia per aver definito Israele una potenza «colonialista».
Il discorso è proseguito con stoccate geopolitiche a tutto campo: dalla Turchia di Erdogan, definita una “tirannia”, alle accuse verso il Qatar. Netanyahu si è poi scagliato contro il neo-sindaco di New York, Zohran Mamdani, definendolo «antisemita e amico di Hamas». Tra gli elementi scenografici portati sul podio, il premier ha mostrato un cercapersone — simbolo delle operazioni condotte in Libano nel 2024 — e un dispositivo Starlink da destinare alla delegazione iraniana in vista di una futura “inevitabile ribellione” contro il regime di Teheran. Unico riconoscimento esplicito è andato al presidente statunitense Donald Trump per l’azione congiunta in Medio Oriente.
New York blindata: proteste e arresti tra i VIP
All’esterno del Palazzo di Vetro, le misure di sicurezza hanno raggiunto livelli straordinari per contenere un assedio di manifestanti pro-Palestina e organizzazioni ebraiche progressiste. Tra i volti noti scesi in piazza per contestare la presenza del premier figurano personalità della cultura e dello spettacolo come Cynthia Nixon e Tony Kushner.
La giornata si è chiusa con una serie di fermi da parte delle forze dell’ordine newyorchesi, mobilitate in massa per evitare contatti tra le diverse fazioni. Tra le persone fermate durante i sit-in di protesta spicca l’attrice premio Oscar Susan Sarandon, a testimonianza del clima di fortissima tensione politica e sociale che ha accompagnato il breve soggiorno del leader israeliano negli Stati Uniti.





