giovedì 16 Luglio 2026

Pediatra Villani: “Non basta curare, serve medicina dell’età evolutiva”

Di La Sintesi Online
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() – “Non bisogna guardare solo ai bisogni di salute, ma al benessere complessivo della persona. Un concetto che oggi è centrale nei sistemi sanitari più avanzati e patrimoio anche dall’Organizzazione mondiale della : non basta curare le malattie, bisogna fare in modo che le persone stiano bene. Per i bambini, questo significa crescere nelle migliori condizioni possibili, a partire dalla . Una prevenzione che si basa soprattutto sugli “. Così all’Adnkronos Salute Alberto Villani, responsabile dell’Unità operativa complessa Pediatria generale, Malattie infettive e Dea dell’ospedale pediatrico , intervenuto alla Giornata nazionale della Pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute. 

“Fondamentali sono una corretta alimentazione — come la dieta mediterranea — l’attività fisica e un ambiente sereno e positivo, sia in famiglia sia a scuola” spiega Villani, per il quale “estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni sarebbe molto positivo, sia sul sia in ospedale. In particolare, per i ragazzi con malattie croniche, che spesso faticano a trovare continuità nelle cure passando alla medicina dell’adulto: molto patologie sono poco conosciute anche dai medici degli adulti”. Per questo, sottolinea, “sarebbe utile sviluppare una vera e propria ‘medicina dell’età evolutiva’, che in relatà andrebbe anche oltre i 18 anni. Resta però da definire come organizzarla e chi debba occuparsene”. 

Un punto critico è l’adolescenza: “oggi l’assistenza pediatrica sul territorio si ferma generalmente ai 14 anni – fa notare Villani – e molti ragazzi fanno fatica a rivolgersi a un nuovo medico. Prolungare il rapporto con il pediatra potrebbe garantire continuità proprio in una fase delicata della vita”. Guardando al , “il pediatra dovrà avere competenze sempre più ampie. Oltre alla formazione tradizionale, sarà importante conoscere le nuove frontiere della genetica, le applicazioni dell’Intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti”. Ma non solo: “dovrà essere anche un esperto comunicatore. In altre parole, non solo un medico, ma una figura capace di accompagnare la del bambino e di prevedere e orientare il suo futuro di salute” conclude. 

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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