domenica 30 Agosto 2026

Pediatra Villani: “Non basta curare, serve medicina dell’età evolutiva”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “Non bisogna guardare solo ai bisogni di salute, ma al complessivo della persona. Un concetto che oggi è centrale nei sistemi sanitari più avanzati e patrimoio anche dall’Organizzazione mondiale della : non basta curare le malattie, bisogna fare in modo che le persone stiano bene. Per i bambini, questo significa crescere nelle migliori condizioni possibili, a partire dalla prevenzione. Una prevenzione che si basa soprattutto sugli stili di “. Così all’Adnkronos Salute Alberto Villani, responsabile dell’Unità operativa complessa Pediatria generale, e Dea dell’ospedale pediatrico Bambino Gesù, intervenuto alla Giornata della Pediatria promossa per la prima volta dalla Società di pediatria (Sip) al

“Fondamentali sono una corretta alimentazione — come la dieta mediterranea — l’attività fisica e un ambiente sereno e positivo, sia in famiglia sia a scuola” spiega Villani, per il quale “estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni sarebbe molto positivo, sia sul sia in ospedale. In particolare, per i ragazzi con malattie croniche, che spesso faticano a trovare continuità nelle passando alla medicina dell’adulto: molto patologie sono poco conosciute anche dai medici degli adulti”. Per questo, sottolinea, “sarebbe utile sviluppare una vera e propria ‘medicina dell’età evolutiva’, che in relatà andrebbe anche oltre i 18 anni. Resta però da definire come organizzarla e chi debba occuparsene”. 

Un punto critico è l’adolescenza: “oggi l’assistenza pediatrica sul territorio si ferma generalmente ai 14 anni – fa notare Villani – e molti ragazzi fanno fatica a rivolgersi a un nuovo medico. Prolungare il rapporto con il potrebbe garantire continuità proprio in una fase delicata della vita”. Guardando al futuro, “il pediatra dovrà avere competenze sempre più ampie. Oltre alla formazione tradizionale, sarà importante conoscere le nuove frontiere della genetica, le applicazioni dell’Intelligenza artificiale e le tecnologie emergenti”. Ma non solo: “dovrà essere anche un esperto comunicatore. In altre parole, non solo un medico, ma una figura capace di accompagnare la crescita del bambino e di prevedere e orientare il suo futuro di salute” conclude. 

cronaca

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