mercoledì 14 Ottobre 2026

Pediatra Villani: “Non basta curare, serve medicina dell’età evolutiva”

Di La Sintesi Online
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

(Adnkronos) – “Non bisogna guardare solo ai bisogni di , ma al benessere complessivo della persona. Un concetto che oggi è centrale nei sistemi sanitari più avanzati e patrimoio anche dall’Organizzazione mondiale della sanità: non basta curare le malattie, bisogna fare in modo che le persone stiano bene. Per i bambini, questo significa crescere nelle migliori possibili, a partire dalla prevenzione. Una prevenzione che si basa soprattutto sugli stili di “. Così all’Adnkronos Salute Alberto Villani, responsabile dell’Unità operativa complessa Pediatria generale, Malattie infettive e Dea dell’ pediatrico Bambino Gesù, intervenuto alla Giornata nazionale della Pediatria promossa per la prima volta dalla Società italiana di pediatria (Sip) al ministero della Salute. 

“Fondamentali sono una corretta alimentazione — come la dieta mediterranea — l’attività fisica e un sereno e positivo, sia in sia a scuola” spiega Villani, per il quale “estendere l’assistenza pediatrica fino ai 18 anni sarebbe molto positivo, sia sul territorio sia in ospedale. In particolare, per i ragazzi con malattie croniche, che spesso faticano a trovare continuità nelle cure passando alla medicina dell’adulto: molto patologie sono poco conosciute anche dai medici degli adulti”. Per questo, sottolinea, “sarebbe utile sviluppare una vera e propria ‘medicina dell’età evolutiva’, che in relatà andrebbe anche oltre i 18 anni. Resta però da definire come organizzarla e chi debba occuparsene”. 

Un punto critico è l’adolescenza: “oggi l’assistenza pediatrica sul territorio si ferma generalmente ai 14 anni – fa notare Villani – e molti ragazzi fanno fatica a rivolgersi a un nuovo medico. Prolungare il rapporto con il potrebbe garantire continuità proprio in una fase delicata della vita”. Guardando al , “il pediatra dovrà avere competenze sempre più ampie. Oltre alla formazione tradizionale, sarà importante conoscere le nuove frontiere della genetica, le applicazioni dell’ e le tecnologie emergenti”. Ma non solo: “dovrà essere anche un esperto comunicatore. In altre parole, non solo un medico, ma una figura capace di accompagnare la del bambino e di prevedere e orientare il suo futuro di salute” conclude. 

—

cronaca

webinfo@adnkronos.com (Web Info)

Potrebbe anche piacerti

errore: © Riproduzione riservata