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sabato 18 Aprile, 2026
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Policlinico Umberto I: il piano da un miliardo

Il progetto per il nuovo Policlinico Umberto I prevede un investimento colossale per trasformare la sanità romana in un polo d'avanguardia mondiale

Da Davide Cannata
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Il nuovo Policlinico Umberto I nascerà come “città della cura, della conoscenza e della ricerca”, un grande monoblocco sanitario moderno e sostenibile integrato con il campus della Sapienza e con la città. Sarà un investimento da un miliardo di euro che punta a superare l’attuale frammentazione del policlinico storico e a trasformarlo in una “città-giardino” tra sanità, università e ricerca.

Una città della cura e della conoscenza

Il nuovo complesso del Policlinico Umberto I prende forma come esito di un lungo percorso di rigenerazione architettonica e urbana che coinvolge il più antico policlinico d’Italia, oggi composto da 51 edifici su circa 280 mila metri quadrati. La visione è quella di superare l’attuale frammentazione funzionale a favore di un assetto unitario e coerente, capace di rispondere alle esigenze assistenziali, didattiche e scientifiche contemporanee.

Presentato nell’Aula magna della Sapienza, il progetto è stato illustrato dalla rettrice Antonella Polimeni alla presenza del presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, dell’assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Maurizio Veloccia, del direttore generale del Policlinico Fabrizio D’Alba e del presidente dell’Inail Fabrizio D’Ascenzo, a conferma di un percorso condiviso tra istituzioni. La governance della Sapienza l’ha definita una giornata «importante e storica», sottolineando anni di lavoro e convergenza operativa tra tutti i soggetti coinvolti per restituire alla città un policlinico moderno e sostenibile.

Dal monoblocco sanitario al campus integrato

Il cuore del progetto è la realizzazione lungo viale dell’Università di un unico fronte articolato, un grande monoblocco sanitario che metterà in relazione il nuovo e il preesistente, ridisegnando il rapporto tra ospedale e città. La rettrice Polimeni lo descrive come «uno spazio accogliente per chi ha bisogno di cure, funzionale per chi vi lavora e stimolante per coloro seguono un percorso formativo e fanno ricerca», riassumendo la vocazione integrata dell’intervento.

All’interno del nuovo edificio saranno concentrate tutte le degenze, in camere a due posti letto con servizi, con la pediatria organizzata come polo dedicato insieme ai principali servizi di diagnosi e terapia – pronto soccorso, blocchi operatori, terapie intensive, diagnostica per immagini, poliambulatori e altri servizi diagnostico-terapeutici – oltre a un nuovo sistema di accettazione e accoglienza. Per il direttore generale D’Alba, «il policlinico di oggi non è adatto a erogare prestazioni in maniera adeguata perché stiamo pagando un’inerzia decennale», ma grazie al lavoro congiunto delle istituzioni «riusciremo a elevare gli standard assistenziali, creando un luogo per una sanità d’eccellenza, in cui tutti i professionisti vorranno venire a lavorare».

I padiglioni storici e la “città-giardino”

Il progetto non rinuncia alla memoria del luogo: i padiglioni storici non saranno più destinati ad attività sanitarie, ma verranno riconvertiti in aule studio, residenze per studenti, spazi per la ricerca, punti ristoro, aree per il benessere e il fitness e alloggi per visiting professor. Questi edifici ospiteranno inoltre funzioni dipartimentali, amministrative e logistiche, oltre a servizi assistenziali di valenza territoriale, dando forma a un grande campus universitario integrato aperto alla comunità accademica e alla città.

Elemento identitario della trasformazione sarà il verde, con l’obiettivo dichiarato di realizzare una vera e propria “città-giardino”. Il progetto prevede la pedonalizzazione del viale del Policlinico, un parcheggio interrato, nuove pavimentazioni in pietra differenziate per pedoni e ambulanze, il potenziamento del sistema del verde con aree accessibili, percorsi ombreggiati, cortili attrezzati, tetti verdi ove possibile e la valorizzazione dei reperti archeologici oggi interrati per «restituire leggibilità» all’impianto originario.

Risorse, vincoli e sostenibilità

La trasformazione del Policlinico Umberto I è frutto di un Tavolo tecnico interistituzionale che coinvolge Regione Lazio, Sapienza, Roma Capitale, l’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I e la Soprintendenza speciale Archeologia, belle arti e paesaggio di Roma. Un passaggio decisivo è stato il nulla osta della Soprintendenza alla demolizione e ricostruzione di alcuni edifici storici, che ha permesso di giungere a una soluzione progettuale condivisa; l’assessore Veloccia ha parlato di «un percorso complesso» per trovare sintesi tra nuove esigenze e storia, ma anche della conferma che «gli interventi complessi si possono fare» con il lavoro di tutti.

La costruzione del nuovo policlinico sarà possibile grazie alle risorse messe a disposizione dall’Inail, per un importo complessivo di un miliardo di euro destinato a interventi di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria, che rendono l’istituto un attore chiave dell’operazione. Il progetto punta a sostenibilità ambientale ed economica, riducendo il numero di edifici e concentrando le funzioni in un monoblocco per abbattere i costi di gestione e realizzare una struttura a ridotto impatto ambientale, capace di rientrare dall’investimento nel medio periodo e di coniugare cura, formazione e ricerca in un’unica “città-giardino” per Roma.

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