Alimentazione consapevole e cura di sé
Mangiare con lentezza diventa il primo pilastro di questo nuovo stile di vita: come ricorda Laura Rossi, “mangiare lentamente significa prestare attenzione non solo a cosa mangiamo, ma anche a come e perché lo facciamo”, favorendo la regolazione dell’appetito e una migliore digestione. Il consiglio è di ritagliarsi un momento dedicato al pasto, sedersi a tavola, limitare distrazioni come TV e smartphone e scegliere piatti semplici, vari, ricchi di vegetali e poco conditi.
La cura di sé passa anche da un uso corretto dei farmaci: “un farmaco non è per sempre”, avverte Giulio Pisani, ricordando che superata la data di scadenza non è più garantita né l’efficacia né la sicurezza del prodotto, che va quindi smaltito negli appositi contenitori in farmacia o nelle strutture sanitarie. Verificare l’integrità della confezione e rispettare le indicazioni di conservazione significa proteggere non solo la propria salute, ma anche l’ambiente.
Relazioni, animali, lettura e benessere mentale
Nel decalogo trova spazio anche la dimensione emotiva e relazionale: “gli animali offrono un supporto emotivo prezioso riducendo lo stress, l’ansia e la sensazione di solitudine”, spiega Francesca Cirulli, sottolineando come gli animali da compagnia incoraggino uno stile di vita più attivo e le relazioni sociali. Proprio per questo, vengono sempre più inseriti in contesti terapeutici ed educativi, dove la loro presenza crea un ambiente più rilassato e favorisce la condivisione di stati emotivi.
Anche la lettura diventa una sorta di “terapia” quotidiana: “leggere fa bene alla salute, è davvero una piccola cura quotidiana: leggere allena la mente, riduce lo stress, rafforza la memoria e migliora la capacità di concentrazione”, ricorda Antonio Mistretta. I libri nutrono l’empatia, accendono la curiosità e, creando ponti tra persone, generazioni e culture, si trasformano in un potente fattore di coesione sociale su cui puntare per un 2026 più equilibrato.
Ambiente, tecnologia e prevenzione attiva
La qualità dell’aria di casa è un altro fronte di prevenzione: “l’aria nelle nostre case è spesso più inquinata di quella esterna”, avverte Gaetano Settimo, che invita a non eccedere con diffusori di profumi, incensi, spray, oli essenziali e candele profumate e a non fumare in casa. Aprire spesso le finestre, controllare le sorgenti di combustione e pulire regolarmente i filtri dei condizionatori sono gesti semplici ma efficaci per ridurre irritazioni, problemi respiratori e rischi legati a inquinanti come il monossido di carbonio.
Sul fronte digitale, l’appello è a limitare l’uso dei dispositivi elettronici: “un’ora in meno al giorno sui dispositivi” è la ricetta proposta da Adele Minutillo per recuperare spazio mentale e tempo di qualità. Un uso eccessivo di device e app, ricorda, può favorire comportamenti problematici, ridurre la concentrazione, alterare il sonno e compromettere le relazioni sociali, mentre piccole accortezze come disattivare notifiche non necessarie e creare rituali di disconnessione serale aiutano a rimettere la tecnologia al servizio della salute.
Movimento, solidarietà e lotta alle fake news
La prevenzione si gioca anche sul piano del movimento e della partecipazione: “impegniamoci noi stessi, ogni giorno, a fare prevenzione, compiendo scelte salutari”, esorta Giovanni Capelli, ricordando l’importanza di aderire alle campagne di screening, di smettere di fumare, non abusare di alcol, fare attività fisica e curare l’alimentazione. Muoversi di più a piedi o in bicicletta, come sottolinea Valentina Minardi, fa bene al corpo e alla mente, riduce le emissioni di gas inquinanti e rafforza il senso di comunità, con benefici che superano di gran lunga i rischi.
Nel decalogo trova spazio anche la solidarietà: donare il sangue è definito da Ursula La Rocca “un aiuto concreto per gli oltre 1.700 pazienti che ogni giorno hanno bisogno di una trasfusione”, senza dimenticare il ruolo del plasma per la produzione di farmaci salvavita. E, nell’epoca dell’“infodemia”, Pier David Malloni richiama alla responsabilità informativa: “condividere e diffondere notizie false non è una cosa da prendere alla leggera”, per questo l’invito è ad affidarsi a fonti autorevoli, dalle grandi agenzie internazionali fino al sito dell’Iss, e a diventare veri e propri “cacciatori di bufale”.
