mercoledì 13 Maggio 2026
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Povertà infantile in Italia: i dati del rapporto Unicef

Dal cibo alla scuola, passando per la salute: il rapporto Unicef svela quanto la povertà condizioni la vita dei minori nel nostro Paese

Da Giuseppe Rosso
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L’ultimo rapporto dell’Office of Strategy and Evidence dell’Unicef lancia un segnale d’allerta difficile da ignorare: un bambino su quattro in Italia vive in condizioni di povertà. Un dato che colloca il nostro Paese al trentesimo posto su quaranta nazioni analizzate, rivelando crepe profonde nel tessuto sociale che frenano lo sviluppo delle nuove generazioni. Nei paesi dell’area OCSE ad alto reddito, il 20% più benestante della popolazione guadagna in media oltre cinque volte di più rispetto al 20% più povero.

Salute e alimentazione: il peso della disuguaglianza sui più piccoli

Le conseguenze della disparità economica si fanno sentire innanzitutto sul corpo. Secondo il report, i bambini cresciuti in contesti con forti squilibri di reddito hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di soffrire di sovrappeso, spesso a causa di diete a basso costo e scarso valore nutritivo. In Italia il divario si misura nelle abitudini alimentari quotidiane: solo il 22% dei giovani meno abbienti consuma verdura ogni giorno, contro il 39% dei coetanei più facoltosi. Sul fronte opposto, le bevande zuccherate vengono consumate dal 18% delle famiglie a basso reddito, sei punti percentuali in più rispetto alle classi più agiate.

Scuola e futuro: il divario che si allarga tra i banchi

La forbice economica lascia il segno anche nell’istruzione. Tra i quindicenni italiani provenienti da famiglie benestanti, l’84% raggiunge le competenze di base in matematica e lettura; tra i coetanei poveri quella percentuale precipita al 45%, uno scarto di ben 39 punti percentuali. Nei paesi con elevata disparità di reddito, il 65% dei bambini rischia di non acquisire le competenze minime per entrare con successo nel mercato del lavoro, alimentando un circolo vizioso di esclusione sociale e abbandono scolastico precoce.

La posizione dell’Italia e le proposte dell’Unicef

Nel quadro complessivo del benessere infantile, l’Italia si posiziona dodicesima su trentasette paesi, ma scende al venticinquesimo posto quando si valutano le competenze pratiche acquisite dai minori. Nonostante il 23,2% dei bambini italiani viva sotto la soglia di povertà relativa, gli adolescenti mostrano livelli relativamente soddisfacenti di benessere percepito. Per invertire questa tendenza, l’Unicef sollecita i governi ad aumentare i sussidi per l’infanzia, potenziare le infrastrutture nei quartieri più vulnerabili e garantire pasti scolastici nutrienti. Secondo l’organizzazione, solo interventi strutturali sulla protezione sociale e sul salario minimo potranno ridurre in modo concreto l’impatto della povertà sulla salute e sul futuro dei bambini.

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