domenica 23 Agosto 2026
Papa Leone XIV a Lampedusa ph Ansa

“Prima dei confini ci sono sempre le persone”: Papa Leone lancia un messaggio chiaro a Meloni

Al Meeting di Rimini Leone XIV richiama alla responsabilità chi opera nella società, denunciando diseguaglianze, rapporti di potere ingiusti e il mancato rispetto del diritto umanitario

Di Redazione
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Sessantamila persone hanno accolto al Meeting di Rimini, trasformando la visita in una festa. Cori da stadio, giovani e hanno salutato il , in un incontro che segna un nuovo capitolo nel rapporto tra Comunione e Liberazione e il Papa. Ma dietro l’entusiasmo, Leone XIV ha affidato al movimento un messaggio preciso, richiamandolo alla : «Cari amici, è l’ora della responsabilità, specialmente per chi molto ha ricevuto da una millenaria tradizione di fede che si fa cultura».

“Smascheriamo i rapporti di potere”

Il Pontefice ha quindi indicato una serie di priorità, rivolgendosi a un movimento storicamente presente nella società, nella politica e nell’economia: «Liberiamo la convivenza dal sospetto, la cultura dalla prepotenza, l’educazione dall’ideologia, il lavoro dall’idolatria del profitto, la tecnologia e la finanza dai business della morte». E ha aggiunto: «A partire dalle organizzazioni che abbiamo generato e nelle quali operiamo, smascheriamo i rapporti di potere ingiusti, alla radice di e diseguaglianze, della e dei disastri ambientali». Parole che non costituiscono un intervento diretto sulla politica italiana, ma che fissano paletti molto netti sui temi sociali e sulla responsabilità di chi esercita ruoli pubblici.

, persone prima dei confini

È soprattutto sul tema delle che arriva il passaggio destinato a far discutere. Leone XIV ricorda infatti che «prima di confini, definizioni e istituzioni ci sono sempre le persone. Questa consapevolezza è al del cristianesimo». Un richiamo che arriva mentre il italiano, guidato da Giorgia Meloni, ha fatto del controllo delle frontiere e della gestione dei flussi migratori uno dei punti centrali della propria azione politica. Il Papa lega quindi la questione migratoria a quella del rispetto della persona e del diritto internazionale, ribadendo la necessità di custodire un diritto umanitario «quotidianamente disatteso se non addirittura calpestato».

Pace, libertà e dignità

Nel discorso di Leone XIV torna anche il tema della pace, che «è custodita e diffusa da persone che amano incontrarsi e non temono di confrontarsi». La libertà diventa così una delle parole chiave della giornata. «Nell’amore non c’è mai costrizione, indottrinamento; mai seduzione, inganno, arruolamento. C’è amore solo nella libertà, nel confronto vivo, nel dono generoso di sé», afferma il Pontefice. Una libertà che, nelle sue parole, non può essere separata dal «rispetto e la promozione della dignità umana».

L’appello ai giovani

Il Papa ha infine valorizzato il ruolo delle nuove generazioni, esaltandone la capacità di costruire amicizie, dedicarsi al volontariato e contribuire alla pace. Il presidente di Comunione e Liberazione, Davide Prosperi, ha definito la visita «un dono enorme per il nostro cammino. Un dono che non dimenticheremo». Per il presidente del Meeting, Bernhard Scholz, «il messaggio che il Santo Padre ci ha consegnato segnerà la nostra strada». La giornata si chiude con un ultimo appello di Leone XIV: «Non ci sia soltanto chi soffia sul fuoco della stanchezza e della disperazione; ci sia anche chi riaccende sogni e visioni! Le due strade sono incompatibili, perché una sfrutta la divisione, l’alienazione e la disperazione, l’altra serve il Regno di Dio e la sua giustizia». Un messaggio che da Rimini guarda alla società italiana: prima delle appartenenze, delle istituzioni e dei confini, per il Pontefice viene la persona.

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