(Adnkronos) –
Prima notte in carcere a Bollate per Mario Roggero, il gioielliere che da ieri è detenuto nel penitenziario del milanese dopo la condanna definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per aver ucciso due rapinatori e averne ferito un terzo. Il 72enne oggi ha ricevuto la visita del vicepremier e ministro Matteo Salvini e avuto un colloquio con il suo legale, Stefano Marcolini, all’interno del carcere.
“Sì, sì, però dobbiamo sapere che i tempi per un’istruttoria presidenziale non sono brevi”, ha risposto Marcolini dopo aver visitato il gioielliere a chi gli chiedeva se siamo fiduciosi per la domanda di grazia presentata. “La domanda di grazia è una prospettiva interessante, ma anche quella è di medio termine”, ha aggiunto il legale.
Quanto all’appello che ieri Roggero, prima di costituirsi, ha rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendogli di “mettersi una mano sulla coscienza”, il legale ha precisato: “Si è rivolto in modo forse un pochino diretto, però tutte le dichiarazioni vanno contestualizzate. Ieri Mario ha fatto un lungo discorso all’interno del quale si è forse rivolto in modo un po’ diretto al capo dello Stato, ma ha anche detto tante altre cose che umanamente mi hanno fatto sorridere”.
È durata circa un’ora e mezza la visita di Salvini nel carcere milanese. Il leghista è entrato nella struttura intorno alle 10.45. Fuori dalla casa di reclusione si è intanto ritrovata questa mattina una delegazione della Lega Giovani, con cartelli e uno striscione che chiedono la “grazia per Mario Roggero”. Insieme a Salvini sono entrati nel carcere di Bollate i deputati leghisti Fabrizio Cecchetti e Luca Toccalini, segretario della Lega Giovani.
Roggero “sta bene e ci tiene a farlo sapere ai familiari e agli italiani che gli sono vicino”, ha commentato Salvini al termine della visita. “Ovviamente la prima notte in carcere di un uomo che per 72 anni ha lavorato, per un marito, un padre, un nonno di otto nipoti, non è semplicissima, però abbiamo parlato più di un’ora di tutto, di quello che è successo, di quello che speriamo succeda da qui ai prossimi mesi, di libri, di cucina e di una struttura all’avanguardia come quella di Bollate, dove chiunque può rimettersi in gioco”, ha riferito Salvini, ribadendo più volte che Roggero “sta bene. Quando ci siamo abbracciati all’inizio è alla fine l’abbraccio è stato lungo, però ci tiene a far sapere che è sereno”.
“Come Lega stiamo esaminando tutti i profili legali e se fosse possibile candidarlo come rappresentante degli italiani che lavorano, che vengono aggrediti e che si difendono, io sarei orgoglioso di poterlo candidare”, ha aggiunto. “Stiamo approfondendo tutti i profili giuridici del caso”, ha aggiunto Salvini.
A chi gli faceva notare che la figura di Roggero piace anche al leader di Futuro nazionale Roberto Vannacci, Salvini ha risposto: “Non mettiamola in politica anche qua, non sto parlando di partiti, non sto parlando di politica, sto parlando di un 72enne che in un sabato di luglio normale oggi starebbe giocando con otto nipotini e invece in questi minuti tornava in cella per mangiare. È un cambio di vita non indifferente. Il mio impegno è che questo cambio di vita in una struttura chiusa, seppure eccellente come Bollate, duri il meno possibile”.
Salvini è stato il primo a far visita in carcere al gioielliere, che si è costituito nel pomeriggio di ieri: “Sono in contatto da anni con lui e quindi ritenevo mio dovere esserci e tornare se serve anche oggi pomeriggio, anche domani, anche lunedì, perché poi quando si spengono i riflettori la vita in carcere continua”. Oltre alla vicinanza, “siamo a disposizione per dargli anche una mano dal punto di vista economico insieme a tanti altri, perché la legge che ha cominciato il percorso per evitare il risarcimento danni ai rapinatori mentre commettono un reato sarà attiva dal futuro in avanti”. Quindi “oltre che essere vicini umanamente e politicamente” a Mario Roggero, “c‘è anche da sostenerlo economicamente, quindi spero che in tanti diano il loro piccolo contributo”.
“La moglie ha chiesto la grazia e ha fatto bene e io sono convinto che possa essere presa in considerazione liberamente, nei tempi e nei modi che vorrà, dal presidente della Repubblica, che è l’unico che può decidere modi, tempi e contenuti”, ha continuato.
“Noi non facciamo pressione su nessuno, non ci sono attacchi nei confronti di nessuno, c’è la convinzione che ci sia in carcere un uomo che ha lavorato una vita e che non può essere giudicato per quelle frazioni di secondo durante le quali può essere che abbia ecceduto, però né lui né io auguriamo al peggior nemico di trovarsi con pistole o coltelli puntati e mogli e figli aggrediti per l’ennesima volta”, ha detto Salvini, sottolineando che se Roggero “non fosse stato aggredito nella sua proprietà, non avrebbe reagito e quindi la considerazione di un uomo onesto che ha sempre lavorato, che ha sempre rispettato il prossimo, che non ha mai commesso un reato, che a 72 anni non si merita di avere 14 anni di carcere davanti, va fatta”.
Roggero “ha smentito alcune fantasiose ricostruzioni uscite oggi sui giornali” a proposito di un episodio risalente al 2005, in cui il gioielliere avrebbe minacciato con una pistola l’allora fidanzato della figlia e i suoi genitori. “Ne abbiamo parlato” e – ha assicurato Salvini – il gioielliere “assolutamente” ha smentito la ricostruzione di stampa.
E ancora: “C’è una sentenza, dobbiamo ragionare di come accompagnare questa sentenza per permettere che Mario Roggero passi in un carcere il minor tempo possibile”.
Il gioielliere, dice, “è un uomo onesto che ha sempre lavorato, che ha sempre rispettato il prossimo e che non ha mai commesso un reato e che ha 72 anni, non si merita di avere 14 anni carcere e quindi sosteniamo, non come partito ma come italiani, la richiesta di ritornare il prima possibile, scontando la pena però vicino alla sua famiglia e insieme alla sua comunità”, ha spiegato Salvini, sottolineando che “ci sono tanti modi di scontare una pena. A 72 anni sicuramente non penso che passerà anni chiuso in un istituto carcerario”.
Al di là della grazia, su cui “deciderà liberamente” il Presidente della Repubblica, “quello che possiamo fare oggi – ha detto il segretario della Lega – è lavorare con gli italiani di tutte le parti e di tutte le idee che sono vicine a Mario e con gli avvocati che lavorano per lui e che gli vogliono dare una mano, penso anche a Giulia Bongiorno che ho sentito più volte in queste ore, per permettere che la detenzione duri il meno possibile”.
“Abbiamo approvato una legge sulla legittima difesa che ha evitato questa sofferenza – processo e carcere – a tanti italiani. I giudici (nel caso Roggero, ndr) hanno ritenuto che si parlasse di altro: lavoreremo per estendere ancora di più Il concetto e il perimetro di legittima difesa”, ha poi annunciato il vicepremier.
“Io ritengo che per condannare o anche commentare sui social quello che è successo bisogna viverli quei momenti”, ha aggiunto Salvini, sottolineando che “sulla carta i tre gradi di giudizio dicono che ha sbagliato”, ma “se qualcuno non fosse entrato armato in una sua proprietà, lui non avrebbe sicuramente reagito. Se non avesse ritenuto per l’ennesima volta che non solo la sua vita e i suoi beni, ma anche la vita di sua moglie e di sua figlia fossero a rischio, non avrebbe reagito. E quindi commentare seduti in salotto è facile”.
Roggero è arrivato ieri pomeriggio al carcere di Bollate, nel Milanese, dopo che la procura di Asti ha emesso l’ordine di esecuzione per la carcerazione. A chi gli chiedeva se sia pentito, il gioielliere ha risposto: “Non si può fare questa domanda, perché quando uno ha una pistola puntata in faccia, spara per primo”. Poi, incalzato dai cronisti, ha detto di essere “certamente” pentito per ciò che ha fatto, ma “diciamo che è con il senno del poi. Bisogna trovarcisi in quel momento”.
Poi la frase sulla grazia. “Ha graziato la Minetti, penso che Mattarella dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza. Io me l’aspetterei una grazia”, ha dichiarato Roggero entrando nel carcere (VIDEO). A Bollate il 72enne è arrivato in auto, accompagnato dalla moglie e dalla figlia Laura, quella che era insieme ai genitori all’interno della gioielleria il giorno della rapina, il 28 aprile 2021.
È alla famiglia che Roggero ha rivolto, senza nascondere la commozione, l’ultimo “caro saluto” prima di varcare i cancelli della casa di reclusione. “Io vorrei solo, anche a distanza, anche da qua, riuscire a seguire le mie figlie e i miei nipoti. Che crescano bene, che crescano con i principi che abbiamo insegnato ai nostri figli”, ha affermato il gioielliere, raccontando che uno dei nipoti, salutandolo al telefono, gli ha detto: “Se non vai in carcere, ci porti a Gardaland? Gliel’ho promesso, ma non potrò portarlo”. La gioielleria di famiglia per ora resta aperta, “poi vedremo”. Il rammarico è per il tanto “lavoro da fare a casa. Devo seguire la famiglia, devo seguire i nipoti, devo seguire il lavoro”.
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