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giovedì 23 Aprile, 2026
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Sanchez

Progressisti di tutto il mondo uniti: Sànchez da Barcellona guida la sinistra mondiale

Presente anche la segretaria dem Elly Schlein che parla di "evento storico". Il premier spagnolo: "Il tempo internazionale dell'ultradestra è finito"

Da Maria Vittoria Ciocci
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Nasce al Global Progressive Mobilisation di Barcellona il fronte anti-Trump. Alternativa all’ultradestra nazionalista che unisce più di 100 partiti progressisti, provenienti da cinque continenti. I leader hanno dialogato con una platea di 6.500 persone, individuando come direttrici politiche la lotta ai cambiamenti climatici, la giustizia sociale e la parità di genere, ma anche la tassazione dei super ricchi, salari dignitosi e la regolamentazione dei social media. “Sì alla pace, no alla guerra” – l’appello finale del premier spagnolo Pedro Sànchez, che ha sentenziato: “Il tempo internazionale dell’ultradestra è finito”.

Presente anche la segretaria dem Elly Schlein, che ha definito l’occasione “un evento storico”, sugellato dal selfie con Sànchez, il presidente della Colombia Gustavo Petro e quello del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva. Ma all’incontro ha avuto modo di dialogare anche con la presidente del Messico Claudia Sheinbaum e del Sudafrica Cyril Ramaphosa. L’intera coalizione progressista è rimpinguata dal crollo ai sondaggi dei rivali, che non solo non hanno saputo gestire lo shock energetico e l’inflazione, ma hanno anche perso la fiducia degli elettori manifestando tendenze democraticamente limitanti.

Di questo avviso è il governatore del Minnesota Tim Walz, che ha affermato che quanto sta accadendo negli Usa “è fascismo”, mentre il senatore Chris Murphy ha detto che Trump “sta ponendo fine alla democrazia” e che gli Stati Uniti sono “in pieno sistema autoritario”. Nel frattempo, prevedibilmente, il tycoon è tornato ad attaccare la Spagna di Sanchez: “Sta andando male, i suoi dati finanziari sono orrendi”. E invece i dati economici del Paese iberico sono ottimi, tanto da ridurre il debito pubblico sul Pil.

Anche Lula ha qualcosa da dire al presidente Usa. Ha chiesto “a Trump, Xi, Putin, Macron e Starmer, che sono i 5 membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu, che adempiano all’obbligo di garantire la pace nel mondo” e quindi “convochino una riunione” per fermare “questa follia delle guerre”. Un appello condiviso da Sànchez, il quale si è rivolto direttamente alla Nato, invitando a non dare mai la democrazia per scontata. L’obiettivo ora è quello di consolidare il fronte transnazionale progressista contro Donald Trump e i suoi alleati.

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