venerdì 2 Ottobre 2026

Ranucci e il caso Lavitola, l’Anm difende l’applauso del 2025: “Standing ovation? Fu solo un gesto di solidarietà dopo l’attentato”

Di La Sintesi Online
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() – Torna oggi al centro del dibattito politico il video della standing ovation dell’ottobre , quando fu applaudito all’assemblea dell’Anm dopo il suo intervento contro la separazione delle carriere. Dopo la confessione di , che si è dichiarato mandante dell’attentato al giornalista, il presidente dell’Anm, Giuseppe , intervistato dal Tg1, respinge le accuse di vicinanza impropria tra le toghe e il giornalista: “I magistrati presenti all’assemblea hanno spontaneamente tributato un applauso a una persona che pochi giorni prima era stata vittima di un attentato. Un gesto di solidarietà quantomeno dovuto”. Tango ricorda anche gli attestati bipartisan arrivati in quelle ore, “inclusa la presidente del Consiglio”. 

Sull’inchiesta, infine, il presidente dell’Anm invita a lasciar lavorare i magistrati: “‘è un’indagine in corso – dice – e ci sono tanti elementi ancora da chiarire. Ci sono magistrati che se ne stanno occupando, stanno lavorando con grandissima professionalità a questo caso e avrebbero bisogno di tempo e serenità. E di certo le strumentalizzazioni non giovano in tal senso”. 

 

“Falcone e Borsellino sono figure eccezionali, esempi di grandi uomini e magistrati per certi versi irraggiungibili per chiunque. In tanti, anche di recente, provano a tirarli per la giacchetta: è sempre sbagliato” afferma il presidente dell’Anm in un’ al Tg1, commentando la bufera sul post di Sigfrido Ranucci in cui il conduttore si paragona giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Tango richiama alla responsabilità nel dibattito pubblico e ribadisce che le due icone dell’ non vanno usate come strumenti di polemica. 

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