martedì 18 Agosto 2026

Ranucci e il caso Lavitola, l’Anm difende l’applauso del 2025: “Standing ovation? Fu solo un gesto di solidarietà dopo l’attentato”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – Torna oggi al centro del dibattito politico il video della standing ovation dell’ottobre 2025, quando fu applaudito all’assemblea dell’Anm dopo il suo intervento contro la separazione delle carriere. Dopo la di , che si è dichiarato mandante dell’attentato al giornalista, il  dell’Anm, Giuseppe , intervistato dal Tg1, respinge le di vicinanza impropria tra le toghe e il giornalista: “I presenti all’assemblea hanno spontaneamente tributato un applauso a una persona che pochi giorni prima era stata vittima di un attentato. Un gesto di quantomeno dovuto”. Tango ricorda anche gli attestati bipartisan arrivati in quelle ore, “inclusa la presidente del Consiglio”. 

Sull’inchiesta, infine, il presidente dell’Anm invita a lasciar lavorare i magistrati: “C’è un’indagine in corso – dice – e ci sono tanti elementi ancora da chiarire. Ci sono magistrati che se ne stanno occupando, stanno lavorando con grandissima professionalità a questo caso e avrebbero bisogno di tempo e serenità. E di certo le strumentalizzazioni non giovano in tal senso”. 

 

“Falcone e Borsellino sono figure eccezionali, esempi di grandi e magistrati per certi versi irraggiungibili per chiunque. In tanti, anche di recente, provano a tirarli per la giacchetta: è sempre sbagliato” afferma il presidente dell’Anm in un’intervista al Tg1, commentando la bufera sul post di Sigfrido Ranucci in cui il conduttore si paragona ai giudici e Paolo Borsellino. Tango richiama alla responsabilità nel dibattito pubblico e ribadisce che le due icone dell’antimafia non vanno usate come strumenti di polemica. 

politica

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