giovedì 29 Ottobre 2026

Riforma professioni sanitarie, Schifone (Fdi): “Riorganizzazione e rilancio, erano misure attese da anni”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – La riforma delle professioni sanitarie ha superato l’esame dell’Aula della Camera con 143 voti favorevoli e 113 contrari e ora il Ddl è atteso al Senato per la seconda lettura. Il testo, una delega al Governo per il riordino della disciplina delle professioni sanitarie, “è il quarto pilastro di un pacchetto di che sono state varate contestualmente dal Governo e riguardano tutti gli Ordini professionali italiani. Parliamo quindi di un disegno complessivo che l’Esecutivo guidato da Giorgia Meloni ha voluto per restituire centralità al mondo delle professioni, ridando tutele e dignità dopo una frammentazione e tante promesse”. Così all’Adnkronos Salute Marta Schifone (Fratelli d’Italia), relatrice del provvedimento. Il Ddl contiene disposizioni sulla responsabilità professionale degli esercenti e si articola in quattro grandi aree di : responsabilità penale e civile, formazione, Ordini professionali, più una serie di misure sul personale sanitario. “Il Ddl è votato compattamente dalla – aggiunge – e avrà un iter spedito così come le altre deleghe. E poi si sta lavorando già ai decreti attuativi, perché vogliamo portarlo a casa presto”.  

Nei giorni in cui al del dibattito c’è la Manovra e le risorse in più per il Fondo sanitario, il Ddl sulle professioni sanitarie mette mano a un groviglio di norme e leggi anche molto vecchie, “perché il tema non possono essere solo le risorse. Il Governo Meloni ha il record storico di fondi messi sulla sanità”, ricorda Schifone, responsabile nazionale del Dipartimento Professioni, che precisa come “chi conosce il settore sa che il binomio sanità-finanza non funziona, perché il vero tema non sono le risorse, ma come vengono impiegate e il modello organizzativo su cui si spunta. Il lavoro è poi stato improntato al con tutti i protagonisti, dai sindacati agli Ordini, e con una indagine conoscitiva”.  

Come si è lavorato per dare al Ddl? “Un primo blocco è stato puntare sull’attrattività delle professioni sanitarie – risponde la deputata – Solo così i giovani, formati in Italia, rimarranno nel Ssn. Poi ci siamo concentrati su un diverso approccio al fabbisogno degli specializzandi, con nuovi metodi di formazione lavoro”. Nel Ddl si promuove l’approccio integrato ‘One Health’, che punta ad una visione d’insieme: salute umana, animale e ambientale. Si prevede una strategia per gestire l’uso dell’intelligenza artificiale in sanità, nel rispetto della disciplina europea in materia, e l’attivazione di corsi regionali di formazione sulla della sanità pubblica. L’articolo 5 del Ddl contiene i criteri specifici sulla formazione sanitaria specialistica, si prevede di favorire la ridefinizione del percorso formativo della medicina generale. “Ma abbiamo provveduto poi anche sulle specialità di area sanitaria, perché crediamo nel modello multidisciplinare dove le competenze di alto livello che ci sono non devono accavallarsi – ha continuato Schifone – Quindi abbiamo ridefinito specialità come: le ostetriche, i veterinari, gli psicologi, gli odontoiatri, i chimici, i biologi”.  

L’articolo 7 del Ddl modifica il regime speciale della responsabilità penale per omicidio colposo e lesioni personali colpose nell’esercizio di una professione sanitaria. “Era atteso e ci siamo impegnati nel ridefinire la responsabilità penale – chiosa la deputata – Però voglio essere chiara, non è uno ‘‘ né un salvacondotto, altrimenti diamo l’idea di una impunibilità che non c’è. Siamo intervenuti perché era necessario ridurre il fenomeno del contenzioso legato alle cause temerarie: sappiamo che il 97% di questi casi si conclude con l’assoluzione o l’archiviazione del professionista. Ma anche quello conseguente della medicina difensiva che al Ssn una decina di miliardi”.  

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