Nel centrodestra romano volano gli stracci sulla casella più ambita della Capitale. La corsa per la candidatura a sindaco di Roma ha innescato un duro scontro interno a Fratelli d’Italia, trasformando la selezione della classe dirigente in una guerra di trincea a colpi di veline, soffiate e sgambetti incrociati tra i principali gruppi del partito.
Il duello Angelilli-Rampelli e il caos delle agenzie
La resa dei conti vede contrapposti due volti storici della destra romana: da un lato Fabio Rampelli, considerato l’eterno candidato e figura di riferimento del territorio; dall’altro Roberta Angelilli, vicepresidente della Regione Lazio ed esponente dell’ala vicina a Giorgia Meloni, indicata dagli ultimi rumors come la prescelta dalla premier per sfidare Roberto Gualtieri.
Il livello di tensione raggiunto è testimoniato dal cortocircuito informativo delle scorse ore: all’esito delle parole di apprezzamento espresse da Arianna Meloni verso Rampelli, nell’arco di soli 45 minuti è rimbalzata sulle agenzie la notizia della quasi ufficialità della scelta di Angelilli. Un rilancio coordinato che ha fatto esplodere le chat dei dirigenti nazionali e locali tra accuse reciproche di soffiate e depistaggi. Nel quadro resta defilato anche il terzo nome credibile, il deputato Luciano Ciocchetti.
Il fantasma del caso Michetti e i ritardi dell’opposizione
Nonostante l’autunno fosse stato individuato come il momento decisivo per sciogliere le riserve, Giorgia Meloni continua a rinviare la decisione, lasciando i papabili esposti alle tensioni interne. Il timore di parlamentari e consiglieri regionali — con la Lega in prima fila e il presidente della Regione Francesco Rocca in continuo pressing — è di ripetere l’errore commesso cinque anni fa. Nel 2021 la scelta tardiva del profilo civico di Enrico Michetti, arrivata a pochissimi mesi dal voto, consegnò la vittoria a Gualtieri.
Mentre il primo cittadino uscente accelera la chiusura dei cantieri e le inaugurazioni delle opere pubbliche, l’opposizione capitolina appare frammentata e priva di una guida ufficiale. L’unica certezza emersa al vertice è che questa volta la scelta ricadrà su un politico di partito e non su una figura esterna; ma la ricerca del profilo interno sta lacerando la base romana di Fratelli d’Italia prima ancora dell’inizio della campagna elettorale.





