giovedì 13 Agosto 2026
Orazio Schillaci

Sanità, l’ottimismo del Governo smentito dai dati: cosa dice il report Agenas

Circa 2,8 milioni di italiani hanno ottenuto un appuntamento oltre i tempi previsti. I resoconti del 2025 inoltre presentano delle ambiguità: solo tra giugno e maggio le Regioni hanno inviato le informazioni complete

Di Redazione
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Nel primo semestre del 2026 circa 2,8 milioni di italiani hanno ottenuto un appuntamento dal Servizio sanitario nazionale oltre i tempi previsti dalle norme sulle liste d’attesa. Stando al secondo report di Agenas, l’Agenzia nazionale per i sanitari regionali, il ritardo ha interessato il 21,5% delle prime visite e il 15,4% degli esami diagnostici richiesti tra gennaio e giugno. L’Agenzia valuta positivamente l’andamento dei dati, così come la Giorgia Meloni e il ministro della Orazio Schillaci. Il confronto con il primo semestre del evidenzia infatti un aumento di circa 1,6 milioni di prestazioni erogate e un lieve miglioramento nel rispetto dei tempi di attesa, stimato intorno al 2%.

Tuttavia, questa valutazione presenta alcune problematiche. Il paragone con il 2025 può infatti risultare poco significativo, poiché Agenas ha iniziato a raccogliere i dati regionali da gennaio dello scorso anno e, nei primi mesi, diverse Regioni trasmettevano informazioni incomplete. Solo tra e giugno 2025 i resoconti risultano esaustivi, rendendo più affidabile il confronto. Se invece si prendono come riferimento i primi quattro mesi del 2026, emerge un quadro meno roseo: a giugno le prime visite effettuate entro i tempi previsti erano il 78,5%, contro il 78,7% nel periodo gennaio-aprile, mentre per gli esami si passa dall’84,7% all’84,6%.

Il nodo della «programmata»

Un’ulteriore criticità riguarda l’abuso, in alcune Regioni, della classe di priorità «programmata», che consente di fissare l’appuntamento entro 120 giorni. Questo rende più semplice rispettare le scadenze, ma finisce per rendere meno omogenei i confronti territoriali. In Basilicata le prescrizioni programmate rappresentano l’87,7% del totale, in Campania l’84,4%, in Molise il 75,1%, in il 69,7%, in Lombardia il 57,3% e nel Lazio il 56,1%. Cambia tutto in Piemonte (6,5%), Toscana (6,6%), Emilia-Romagna (9,2%) e Umbria (12,1%). La stessa Agenas riconosce che le Regioni stanno lavorando per riequilibrare l’attribuzione delle classi di priorità. Tra le Regioni con i dati migliori sugli esami figurano Veneto (97,1%), Campania (96%) e Basilicata (94,6%), dove la quota di prestazioni programmate è particolarmente elevata.

Ricette e privati

Nei primi mesi del 2026 circa la metà delle ricette non sarebbe stata utilizzata: oltre a chi rinuncia perché non ha più necessità della prestazione, molti scelgono di rivolgersi al settore privato per evitare tempi di attesa troppo lunghi. A questo si aggiunge il problema del blocco delle agende di prenotazione, denunciato anche dal Pd. In alcune realtà, quando non è possibile fissare un appuntamento entro i termini previsti, i pazienti vengono invitati a ricontattare successivamente il servizio di prenotazione, con il risultato che il ritardo non viene registrato nelle statistiche.

Meloni, però, è ottimista e ha scritto su : «I primi dati del 2026 ci dicono che siamo sulla strada giusta. È un risultato incoraggiante, frutto del lavoro avviato con la sulle liste d’attesa. Sappiamo bene che c’è ancora molto da fare e che troppi cittadini aspettano ancora troppo per una prestazione sanitaria. Per questo continueremo a lavorare con determinazione, con le Regioni, per garantire tempi sempre più rapidi e un servizio sanitario più efficiente».

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