giovedì 10 Settembre 2026

Sanità, Marino (Unindustria): “Tariffe inadeguate mettono a rischio Ssn”

Di La Sintesi Online
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(Adnkronos) – “La sostenibilità delle nuove tariffe della specialistica ambulatoriale incide non solo sull’equilibrio economico delle strutture accreditate, ma anche sulla loro capacità di attrarre e trattenere professionisti esperti. Una remunerazione inadeguata rischia quindi di ridurre la qualità e la capacità di risposta del Servizio sanitario , aggravando anche le “. Lo dichiara in una nota Luca Marino, vicepresidente della sezione Sanità di Unindustria, alla vigilia della nazionale dell’Unione nazionale ambulatori, poliambulatori, enti e ospedalità privata (Uap), dedicata al nuovo tariffario. 

Marino denuncia “un problema di grande rilevanza che si sta verificando dopo l’annullamento del precedente decreto da parte del Tar, in quanto il ha avviato una nuova rilevazione dei . Restano tuttavia dubbi sulla rappresentatività dei dati nelle diverse branche e sulla capacità di ricostruire il costo delle singole prestazioni”. Unindustria porta il caso della di laboratorio, dove il rapporto costi-ricavi è stimato al 99,7%. “Il dato medio può indicare un equilibrio complessivo, ma non dimostra che ogni prestazione sia correttamente remunerata: alcune possono avere costi reali superiori alla tariffa riconosciuta”, sottolinea Marino. Una conferma – riferisce Unindustria – arriva dal Friuli Giulia, che ha ricostruito analiticamente il costo di 89 prestazioni di diagnostica per e riabilitazione. Il confronto tra questi valori e la bozza tariffaria nazionale 2026, elaborato da Uap, mostra tariffe regionali superiori in 77 casi su 89. “Se un’ costo per costo porta sistematicamente a valori più alti, significa che nella tariffa nazionale manca qualcosa. Spesso è proprio il costo del lavoro medico”, osserva Marino. 

La criticità riguarda soprattutto le prestazioni a forte componente professionale, come visite specialistiche ed ecografie, evidenzia Unindustria. “Con tariffe molto basse, dopo aver sostenuto tutti gli altri costi, quanto resta per remunerare adeguatamente un medico con venti o trent’anni di esperienza?”, chiede Marino. “Il rischio è che i professionisti migliori si spostino verso il privato puro, impoverendo l’offerta del Ssn”. La questione, precisa, incide direttamente anche sulle liste d’attesa. “Il Pnrr ha destinato 2 di euro alle Case della comunità, ma una nuova struttura fisica non riduce da sola i tempi di attesa. Esiste già una rete capillare di strutture private accreditate che può essere utilizzata maggiormente dal Ssn: occorre programmare meglio le risorse disponibili”. Conclude Marino: “Non chiediamo tariffe più alte, ma tariffe corrette, costruite sui costi reali e capaci di riconoscere il valore della componente professionale. Senza strutture sostenibili e professionisti di qualità si riduce anche la capacità del Ssn di rispondere ai bisogni dei cittadini”. 

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