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sabato 18 Aprile, 2026
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Sostituiti da un algoritmo? Potresti essere il prossimo

Un'analisi dettagliata svela i motivi per cui la diffusione delle nuove tecnologie stia creando preoccupazione soprattutto tra chi occupa posizioni di rilievo nelle aziende

Da Davide Cannata
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Di Davide Cannata

Una recente indagine rivela un paradosso interessante: la paura dell’Intelligenza Artificiale Generativa è oggi più sentita tra i dirigenti che tra gli impiegati. Gli esperti analizzano le cause di questo fenomeno e propongono strategie per superare quella che viene ormai definita “Gen-AI Anxiety”.

Tra i vertici aziendali si diffonde infatti un crescente timore: quasi un dirigente su due teme per la stabilità del proprio ruolo, mentre la preoccupazione è minore tra gli impiegati. Questo divario nasce dalla maggiore consapevolezza delle potenzialità dell’IA generativa: il 74% dei dirigenti dichiara di usarla regolarmente, contro appena il 51% dei lavoratori di livello inferiore, spesso scoraggiati dal timore di essere criticati dai superiori.

Come spiegano Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, ideatori della Generative AI WEEK“proprio chi conosce meglio i tool tende a percepire più fortemente i rischi legati alla loro diffusione, ma ignorarli è la vera minaccia: gli strumenti vanno compresi e utilizzati”.

Dirigenti più ansiosi dei dipendenti: un paradosso reale

Chi teme maggiormente di perdere il lavoro a causa dell’IA? I dati contraddicono le aspettative: non sono gli impiegati, bensì i loro manager. La cosiddetta “Gen-AI Anxiety” si sta diffondendo con forza a livello globale, soprattutto nei settori più innovativi.

Una ricerca di Espresso Communication, che ha preso in esame anche il report “AI at Work” del Boston Consulting Group, mostra che il 46% dei leader in aziende che hanno già adottato l’intelligenza artificiale si sente a rischio. In realtà con un uso più limitato, la percentuale scende al 34%, con una media del 43% complessiva.

Un altro studio di Resume.org prevede che entro il 2026, sei aziende statunitensi su dieci sostituiranno almeno parte della forza lavoro con sistemi di IA, mentre il 41% ha già ridotto le assunzioni. Gli impiegati tradizionali, pur potendo essere più esposti alla trasformazione, mostrano una minore ansia (solo il 36%).

L’effetto conoscenza: come l’IA capovolge la percezione del rischio

Secondo Fiore e Viscanti, fondatori della community Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la differenza nella percezione nasce dalla diversa familiarità con la tecnologia“Più l’IA generativa entra nei processi lavorativi, più cresce la consapevolezza dei suoi impatti – e con essa la paura di essere sostituiti,” osservano.

Tuttavia, questa ansia può essere pericolosa: “Chi usa meno l’IA si espone a un rischio ancora maggiore, perché resta indietro sul piano delle competenze,” aggiungono gli esperti. Spesso la causa è una cultura aziendale chiusa, dove “alcuni superiori arrivano perfino a scoraggiare l’utilizzo dei tool di intelligenza artificiale, considerandolo una scorciatoia o una furbata”.

La formazione come antidoto alla “Gen-AI Anxiety”

La chiave per superare la paura non è evitarla, ma trasformarla in conoscenza. Le ricerche del Boston Consulting Group mostrano che, quando i leader incoraggiano l’uso dell’IA, il tasso di fiducia dei dipendenti verso la tecnologia passa dal 15% al 55%. Tuttavia, solo un terzo delle aziende offre un piano di formazione mirata sull’intelligenza artificiale.

Per colmare questo gap, Fiore e Viscanti hanno ideato la Generative AI WEEK, una settimana gratuita di incontri e laboratori interattivi che si terrà dal 17 al 21 novembre 2025 sulla piattaforma AI Play. Durante l’evento, i partecipanti potranno sperimentare strumenti come Gemini, ChatGPT, Midjourney, Canva e Agentspace.

“L’unico modo per affrontare davvero la Gen-AI Anxiety,” concludono, “è imparare a usare queste tecnologie in modo pratico e consapevole. Solo così l’intelligenza artificiale diventa un alleato, non una minaccia.”

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