lunedì 15 Giugno 2026

Un lavoratore su quattro sostituito dall’IA: quali sono le professioni più a rischio?

Il Consumers' Forum ha lanciato l'allarme sullo sviluppo non controllato dell'Intelligenza artificiale nel mondo del lavoro. In settimana è previsto un incontro con il relatore dell'AI Act europeo per discutere i vantaggi le diverse tutele da adottare per i cittadini

Da Laura Laurenzi
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Nei prossimi anni, un lavoratore su quattro in Europa rischia di essere sostituito dall’Intelligenza artificiale. Lo riporta Consumers’ Forum, l’ente indipendente di cui fanno parte di consumatori, imprese industriali e di servizi e le loro associazioni di categoria, lanciando un allarme sul possibile uso negativo di questo strumento tecnologico.

Nello specifico, a essere maggiormente colpiti sono le professioni che includono attività ripetitive e componenti digitali e testuali facilmente automatizzabili. Tra questi vi sono l’assistenza amministrativa, il customer care, le attività di call center, gli impiegati di e poste, cassieri e traduttori.

Le richieste dei consumatori all’Ue

Nei prossimi giorni è previsto un incontro proprio tra il Consumers’ Forum e l’eurodeputato Brando Benifei, relatore dell’AI Act europeo, per discutere le conseguenze dell’evoluzione dell’ sul mondo del lavoro europeo. La consapevolezza di base è che questa rivoluzione può avere effetti positivi su , ambiente e vita quotidiana di milioni di cittadini.

Ciò che serve è studiare il fenomeno e comprenderne la portata. Ad esempio, il Politecnico di ha riferito che in Italia nel 2025 il numero di annunci di lavoro che richiedono competenze legate all’AI è cresciuto del 93%. In più, il mercato dell’IA ha valore di 1,8 miliardi di euro, in crescita del +50% rispetto al 2024. Si stima anche che in Europa nei prossimi 10 anni il valore delle transazioni online che potranno essere guidate da assistenti intelligenti raggiungerà quota 310 miliardi di euro.

“L’Intelligenza artificiale per aiutare i cittadini e non per governarli”

Questa crescita impressionante ha ripercussioni anche sull’ambiente e la sostenibilità. L’International Energy Agency prevede che il globale di elettricità dei data center raddoppierà entro il 2030, arrivando a 945 terawattora rispetto ai 415 del 2024. I data center dell’IA consumeranno il 3% dell’intera elettricità mondiale e sfrutteranno grandi quantitativi di , suolo e naturali.

Una risposta alla crisi sarebbe iniziare a formare i cittadini nei lavori che serviranno a gestire l’IA o a limitare i suoi impatti sull’ambiente. Il presidente e la vicepresidente di Consumers’ Forum, Furio Truzzi e Patrizia Modesti, hanno riferito che nell’incontro con l’Ue verrà chiesta un’accelerazione sull’algoretica, “affinché l’AI sia al servizio dei cittadini e diventi uno strumento per migliorare la vita quotidiana delle persone e non per governarla”. La richiesta è quella di creare una sovranità digitale da parte dell’Europa, per evitare che i e la loro gestione siano affidati a strutture extra europee.

Leggi anche: Vacanze italiane per milioni di persone, guerre e caro prezzi frenano l’estero

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