(Adnkronos) – Il ministro spagnolo degli Affari Esteri, José Manuel Albares, ha esortato oggi i suoi colleghi europei a votare “immediatamente” sulla sospensione parziale dell’accordo di associazione con Israele, che non richiede l’unanimità, al fine di “accertare” quali Paesi siano d’accordo e quali no.
Parlando ai media prima di partecipare alla riunione del Consiglio Affari Esteri (Cae) a Bruxelles, il ministro spagnolo ha ribadito la sua richiesta di sospensione totale dell’accordo di associazione con Israele. Data la mancanza di un voto unanime da parte di tutti gli Stati membri, ha chiesto almeno una votazione sulla sospensione parziale, che richiede solo una maggioranza qualificata.
“Abbiamo parlato fin troppo a lungo delle misure e delle proposte della Commissione. Ora chiedo che, per la parte che richiede solo una maggioranza qualificata, la componente commerciale, si proceda alla votazione e si smetta di dire che non c’è una maggioranza qualificata”, ha affermato il ministro.
Albares ha sottolineato la necessità di accertare “quanti Paesi sono d’accordo e quanti no”, sostenendo che “non è sufficiente” “non portare le decisioni sul tavolo” o “semplicemente affermare vagamente” che non esiste una maggioranza per sospendere l’accordo di associazione con Israele.
“Il modo migliore per accertarlo è indire una votazione”, ha proseguito il ministro, osservando che la credibilità dell’Unione Europea “è in gioco” in questa questione, poiché l’attuale situazione internazionale rappresenta “la più grande crisi globale di questo secolo”.
Il ministro ha lamentato che le relazioni tra l’Unione Europea e Israele continuino “come se nulla fosse”, e ha ricordato che esistono una serie di misure che “non richiedono nemmeno” la sospensione dell’accordo di associazione, in quanto si tratta di “mera conformità” ai pareri consultivi della Corte internazionale di giustizia.
Ha citato come esempio la possibilità che l’Ue possa vietare, “come ha fatto la Spagna”, il commercio di prodotti provenienti dai territori occupati in Cisgiordania, nonché imporre sanzioni ai “coloni violenti” o contro “l’espansione illegale degli insediamenti”.
Le dichiarazioni di Albares giungono dopo che l’ultima riunione dei ministri degli Esteri dell’Ue, tenutasi ad aprile, non è riuscita a raggiungere un accordo sulla sospensione parziale o totale dell’accordo di associazione con Israele, una misura da lui auspicata, insieme a Irlanda e Slovenia, e respinta da altri Paesi come Germania e Italia.
Tuttavia, si prevede che i 27 raggiungeranno oggi un accordo politico unanime per imporre sanzioni ai coloni israeliani per le violenze perpetrate dai loro insediamenti in Cisgiordania, dato che il cambio di governo in Ungheria, con il primo ministro Peter Magyar alla guida, potrebbe portare alla revoca del diritto di veto che il suo predecessore, Viktor Orbán, aveva esercitato per bloccare l’approvazione di queste misure restrittive.
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