giovedì 13 Agosto 2026
Terremoto in Venezuela, si aggrava il bilancio. Tra gli italiani 3 morti, 5 feriti e 35 dispersi. Foto d'archivio

Terremoto in Venezuela «Il più grave disastro naturale negli ultimi cento anni»

Nell'area del sisma vivono circa 65mila italiani, 3mila vicino all'epicentro. In partenza un secondo velivolo dell'Aeronautica Militare carico di personale e aiuti. Identificata la prima vittima: si tratta di Giuseppe Colaianni, 56 anni, di origini siciliane

Di Redazione
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“Questo e il più grave avvenimento negli ultimi cento anni legato a un disastro naturale”, non usa mezzi termini intervistata da LaPresse l’ambasciatrice del in Italia, Maria Elena Uzzo. “La presidente incaricata Delcy Rodriguez lo stesso giorno dei terremoti ha fatto un all’unità negli sforzi di salvataggio. Ha predisposto la sospensione della fornitura di gas residenziale nelle aree colpite, la sospensione dei servizi di metropolitana e ferroviari, la disposizione di hotel e rifugi per chi ha perso la casa, l’attivazione dello Stato maggiore per coordinare la risposta umanitaria e la successiva ricostruzione delle abitazioni colpite dai terremoti di forte intensità verificatisi nel Paese. Il Venezuela non è abituato a questo tipo di tragedie, ma in questo momento la necessità si basa su quelli che sono i protocolli utili per far fronte a questo tipo di come l’assistenza tecnica, squadre di soccorso, di prima necessità e medicinali per la popolazione colpita”.

Intanto cresce l’angoscia per la comunità italiana in Venezuela dopo il terremoto di magnitudo 7,5 che ha devastato il nord del Paese e la capitale Caracas. Il bilancio ufficiale parla di almeno 900 morti e 2.980 feriti, ma resta provvisorio. Tra le ci sono tre italo-venezuelani, mentre cinque connazionali risultano feriti e 35 dispersi. Nell’area colpita vivono circa 65mila italiani, di cui 3mila vicino all’epicentro.

Una comunità radicata nel Paese

Il ha colpito un Paese dove la presenza italiana è storica e molto estesa. Sono circa 150mila i connazionali registrati all’Aire in Venezuela, molti con doppia cittadinanza. Quasi la metà vive nell’area interessata dal terremoto.
Alla Farnesina aumentano di ora in ora le telefonate di familiari e amici in cerca di notizie. Le richieste, ha spiegato la consigliera dell’Unità di crisi in viaggio con la missione italiana Maria Teresa Del Re, riguardano soprattutto La Guaira, una delle zone più colpite. «C’è una situazione complicata, le operazioni di ricerca e soccorso vanno avanti lentamente. Sia l’unità di crisi che il consolato stanno ricevendo da ieri numerose telefonate da parte di nostri connazionali che vivono lì. Si tratta di una situazione molto fluida»

La prima vittima italiana

La prima vittima italiana identificata è Giuseppe Colaianni, 56 anni, originario di Calascibetta, in provincia di Enna. Secondo quanto emerso, sarebbe morto dopo aver portato in salvo la moglie Iasmira proprio a La Guaira. I nomi degli altri due italo-venezuelani deceduti non sono ancora stati resi noti.
Gli appelli si moltiplicano anche sui social. Tra questi c’è quello per Francesca Mannina, siciliana originaria di Balestrate, nel Palermitano, di cui non si hanno notizie da quando stava tentando di uscire da un edificio. «La sua famiglia la cerca disperatamente. Qualsiasi può essere importante», si legge nel messaggio diffuso online.

L’Italia invia soccorritori e sanitari

L’Italia ha messo in moto la macchina degli . Un primo team di 97 persone è in volo verso Caracas: 40 vigili del fuoco, 36 operatori della Protezione civile, personale sanitario e funzionari della Farnesina. Il gruppo, coordinato dal Dipartimento della Protezione civile con il ministero degli , sarà a disposizione delle autorità locali. I vigili del fuoco impiegheranno personale Usar, specializzato nella ricerca tra le macerie.
Il ministero della Difesa ha annunciato anche l’invio di un secondo velivolo dell’Aeronautica Militare, in partenza con altro personale specializzato e materiale tecnico.

Tajani: «Faremo quanto in nostro potere»

Il ministro degli Esteri segue l’emergenza attraverso Unità di crisi, ambasciata e consolati. «Non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie», ha dichiarato. «Sono partiti e stanno arrivando in Venezuela dei soccorsi italiani, unità di crisi del Ministero degli Esteri, vigili del fuoco, protezione civile. In tutto tra oggi e domani arriveranno un centinaio di esperti in soccorso in un caso di calamità naturale».
Il ministro ha aggiunto che l’Italia farà «tutto quanto in nostro potere per aiutare la popolazione civile» e per seguire «in modo particolare» la situazione dei connazionali.

L’ambasciatrice Uzzo: «Italia solidale»

L’ambasciatrice del Venezuela in Italia, Maria Elena Uzzo, ha ringraziato Roma per il sostegno. «Siamo molto onorati di questo aiuto dell’Italia», ha detto, sottolineando il legame tra i due Paesi e la presenza di tanti italiani e italo-venezuelani.
«Abbiamo bisogno di personale che scavi nelle macerie, di personale medico per cercare di salvare più persone possibile», ha spiegato. Poi ha ricordato il rapporto profondo tra le due comunità: «Il legame tra noi è forte, molti venezuelani hanno origini italiane. Me compresa».

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