L’Italia parteciperà al summit «Rinascita del terrorismo transazionale di estrema sinistra», convocato dal segretario di Stato USA Marco Rubio a Washington. Dato il poco preavviso e le polemiche insorte di fronte all’iniziativa promossa dall’amministrazione Trump, il Governo Meloni ha deciso di inviare solo un sottosegretario. Non un rappresentante di alto livello. Rimane il fatto, però, che il Paese sarà presente all’incontro.
Nel mirino del summit, sostengono diversi analisti, ci sono gli attivisti del movimento Antifa. Un gruppo che si batte contro il fascismo e il razzismo, ma anche il suprematismo bianco, il nazionalismo e la xenofobia. Dopo la morte di Charlie Kirk, il 10 settembre 2025, la Casa Bianca aveva emesso un ordine esecutivo per definire formalmente l’Antifa una «organizzazione terroristica interna». Ora però il Dipartimento di Stato USA ha fatto un salto di qualità, associandolo a «una vecchia minaccia che sta riemergendo con forti legami transnazionali» e dunque al «terrorismo straniero».
Il timore è che si intendano inasprire i controlli interni contro i militanti di estrema sinistra e si intervenga a gamba tesa con strumenti di sorveglianza. Un’iniziativa che non convince neppure alcuni esponenti repubblicani. Un funzionario statunitense infatti ha riflettuto: «Sarebbe un precedente per un’eventuale amministrazione Gavin Newsom per prendersela con i conservatori», afferma ai cronisti del Washington Post.
Le reazioni
L’invito al summit è arrivato in sessanta Paesi. Europa, India, Singapore, ma anche Stati latinoamericani e Indonesia. La maggior parte dei leader e dei Capi di Stato non ha gradito il poco preavviso, di sole due settimane, e soprattutto ha contestato i punti troppo vaghi dell’ordine del giorno. A questo si aggiungono le perplessità riguardanti la definizione del presunto «terrorismo di sinistra», che molti degli Stati coinvolti non vede come un pericolo. «Le nostre forze dell’ordine non si concentrano sul terrorismo di sinistra perché non è considerato una minaccia prioritaria nel nostro Paese», ha commentato un diplomatico UE, «Non abbiamo Antifa».
Anche in Italia l’invito ha provocato la reazione dell’opposizione, che ha denunciato l’obiettivo ambiguo e controverso del summit. Gli esponenti di Avs hanno sottolineato: «Richiama le peggiori stagioni del maccartismo e della caccia alle streghe ideologica» e «vuole trasformare l’antifascismo e il dissenso sociale in un problema di ordine pubblico». Per questa ragione le sessanta amministrazioni contattate dalla Casa Bianca hanno in parte rifiutato di partecipare, altre invece hanno scelto di mandare solo una rappresentanza simbolica. Così ha fatto anche il Governo Meloni. Dopo gli attacchi del tycoon, probabilmente, la premier si sentiva con le mani legate.
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