mercoledì 15 Luglio 2026

Ucraina, Russia accusa Trump: “Non avvicina pace”. Kiev colpisce infrastrutture petrolifere

Di La Sintesi Online
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Continua senza sosta la guerra tra Ucraina e Russia, che accusa gli Stati Uniti di Donald Trump dopo l’annuncio del presidente americano, disposto a concedere a Kiev la licenza per produrre missili Patriot. Intanto l’esercito ucraino ha colpito nella notte petrolifere in diverse regioni russe, come riportato da canali di russi su . Foto e video pubblicati sui social media mostrano fiamme e fumo nero che si alzano da un deposito di proprietà della Lukoil vicino alla città di Mikhaylovsk, nel Territorio di Stavropol. Secondo alcune fonti, sono stati avvistati anche dei droni in verso l’area interessata. 

Il governatore regionale Vladimir Vladimirov ha confermato l’attacco a un “impianto industriale” non specificato in un post su Telegram. Pochi minuti dopo, canali mediatici indipendenti su Telegram, citando di residenti, hanno riferito che un altro era scoppiato in un deposito di petrolio nella città di Tver, situata a circa 300 chilometri a nord-ovest di Mosca, a seguito di un attacco ucraino. 

 

Il Cremlino considera la dichiarazione di Donald Trump di ieri ad – con il via libera alla produzione di Patriot ‘ucraini – come “una illusione” degli Stati Uniti. Ritenere che una escalation delle ostilità in Ucraina contribuisca ad avvicinare una soluzione pacifica della crisi, ha affermato il portavoce, Dmitry Peskov, in un briefing con la , è “una posizione errata”. “Intensificare la tensione e le azioni che portano a escalation non contribuiranno in alcun modo al processo di pace”. Gli Stati Uniti hanno una posizione ambigua, ha precisato Peskov. 

 

Intanto si allarga il conteggio delle vittime. Sarebbero almeno tre i bambini uccisi dall’inizio di luglio dagli avvenuti in Ucraina. Più di 20 invece sono rimasti feriti. A riferilo è l’Unicef che, con i suoi partner, sta fornendo supporto psicologico, aiuti in denaro e assistenza.  

“Giovani vite spezzate dalla guerra, una perdita inimmaginabile per loro famiglie e comunità”, scrive su X, “proteggere i bambini in tempo di guerra non è una scelta, è un obbligo legale”. 

 

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