lunedì 27 Luglio 2026
Luigi Esposito

Tutte le incongruenze nella vita di Luigi Esposito: dalla moglie inesistente al falso lavoro all’ARPAC

Le testimonianze di amici e familiari complicano le indagini. Una catena di dettagli, poi smentiti, costringe i pm a tenere aperte più piste

Di Redazione
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Gli inquirenti, impegnati nelle per la morte di , hanno avuto difficoltà a ricostruire la vita e le abitudini del , complici le incongruenze nelle di amici, parenti e colleghi, poi smentite nei fatti.

La sorella, intervistata dal Tg1, aveva sostenuto che il fratello lavorasse presso l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della (ARPAC), della quale Esposito diceva di essere dirigente. ARPA Campania però ha smentito che il 53enne sia mai stato impiegato presso l’Agenzia. Su Facebook il giornalista aveva scritto di lavorare presso la Regione Campania, senza specificare il ruolo, e qualcuno ha giurato di averlo visto a bordo di una vettura dell’ARPAC. Ma a complicare le indagini non sono solo i dubbi sull’occupazione del giornalista sportivo.

Esposito sosteneva di avere una moglie. Una certa Simona, farmacista a , che tuttavia non è mai esistita. La fede nuziale che portava al dito apparteneva, in realtà, a uno dei . Gli inquirenti sono poi riusciti a risalire alla residenza della vittima: risulta a Nocera Inferiore, ma viveva a Fisciano. Sosteneva anche di avere una residenza estiva ad Agropoli ed era lì che si stava dirigendo la notte in cui ha incontrato il 26enne di origini tunisine che l’ha ucciso.

«Noi amici sapevamo quello che lui ci aveva raccontato» – ha spiegato Gaetano Ferraiuolo, suo collega del sito sportivo «Tutto Salernitana», al Corriere di Salerno – «della fantomatica moglie di Caserta e della fede all’anulare che ogni tanto compariva. Ma Luca era una persona molto guardinga e molto riservata. Dopo tanti anni, giovedì scorso, l’ultima volta in cui ci siamo visti, si era aperto un pochino. Mi aveva raccontato di un problema di famiglia per il quale era preoccupato. Mi sono meravigliato. Poi quando si è reso che stava parlando troppo, ha improvvisamente cambiato discorso».

Il movente dell’, per il momento, è ancora da chiarire. Gli inquirenti sostengono che i due si conoscessero da e che l’incontro sia sfociato in una violenta lite. A quel punto il 26enne avrebbe aggredito Esposito e dato alle fiamme il suo corpo tumefatto.

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