giovedì 13 Agosto 2026
Mario Adinolfi

Adinolfi resta ai domiciliari: il Riesame respinge il ricorso dei legali

Il fondatore del Popolo della Famiglia è stato arrestato con l’accusa di truffa aggravata e continuata, abusiva raccolta del risparmio, esercizio abusivo dell'attività finanziaria e omessa dichiarazione dei redditi

Di Laura Laurenzi
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Mario Adinolfi resterà agli arresti domiciliari con il braccialetto elettronico. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame di Roma, che ha respinto il ricorso presentato dai legali del fondatore del Popolo della Famiglia. L’ parlamentare resta indagato per truffa aggravata e continuata, abusiva raccolta del risparmio, esercizio abusivo dell’attività finanziaria e omessa dichiarazione dei redditi.

I suoi difensori hanno già annunciato di valutare il ricorso in , in quanto non esisterebbe alcun pericolo di fuga né il rischio di un inquinamento delle prove. I legali avevano impugnato integralmente l’ordinanza del per le preliminari, sostenendo che non vi fossero i presupposti per mantenere Adinolfi ai domiciliari e chiedendo anche una rivalutazione delle contestazioni formulate dagli investigatori.

I legali avevano parlato di una presunta “persecuzione” nei confronti del loro assistito. Al centro della questione ‘è il sistema “Scommessa collettiva” pubblicizzato da Adinolfi. Secondo l’accusa, sarebbero stati raccolti fondi da privati ai quali venivano prospettati invece rendimenti collegati alle sportive. Gli inquirenti sostengono che il meccanismo avrebbe consentito una raccolta abusiva del risparmio e lo svolgimento di attività finanziaria senza le autorizzazioni previste dalla legge.

Le accuse contro Adinolfi

Inoltre, viene un danno economico complessivo vicino ai cinque milioni di euro nei confronti dei partecipanti al sistema. Ad Adinolfi viene contestata anche un’ fiscale di circa 400mila euro, in quanto l’ex parlamentare non avrebbe effettuato la dichiarazione dei redditi. Una di accuse che l’ex parlamentare ha respinto sin dall’inizio. Nel corso del suo interrogatorio, il politico ha affermato: “Non sono un lestofante. Non truffo le vecchiette, facevo un’attività illecita. Sono un giocatore”.

Insieme ai suoi legali, invece, avrebbe sostenuto che diversi scommettitori del suo sistema avessero ricevuto indietro più soldi di quanti ne avessero investiti. Per quanto riguarda l’accusa di evasione fiscale, Adinolfi ha rivendicato il suo stile di “povero” per poi dichiarare: “Se io sono un evasore, allora lo sono tutti coloro che giocano online”.

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