domenica 27 Settembre 2026

Riforma della giustizia. Landini: “Votare no per fermare un attacco ai diritti”

Il leader Cgil contro il governo: “Si vuole cambiare la Costituzione. Non è una riforma, ma una riduzione degli spazi di democrazia”

Di Redazione
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“Oggi di fronte ad un governo che ci chiede di votare per cambiare la Costituzione, perché di fatto di questo stiamo parlando, Io credo sia importante dire di no”.

Il leader della Maurizio Landini attacca frontalmente la della giustizia sostenuta dal governo guidato da Giorgia Meloni e invita a respingerla al . Parlando a margine di un’assemblea con i lavoratori della Città della Salute di Torino, Landini rivendica la coerenza del : “per la Cgil c’è un elemento di coerenza, abbiamo detto di no quando nel 2006 la voleva cambiare Berlusconi, abbiamo detto di no quando nel 2016 la voleva cambiare e continuiamo a dire di no oggi che la vuole cambiare la Meloni, perché noi continuiamo a pensare che la Costituzione nel nostro paese va applicata”.

Un riferimento precedenti tentativi di riforma costituzionale promossi da Silvio Berlusconi e Matteo Renzi, entrambi bocciati alle .

Nel mirino del segretario Cgil c’è in particolare la separazione delle carriere e il tema dell’autonomia della magistratura. “Tutti quelli che, invece, vogliono metterla in discussione e quindi limitare i , e in questo caso stiamo parlando dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura e quindi di una giustizia che sia davvero uguale per tutti i , vuol dire che hanno in mente una riduzione degli spazi di democrazia, perché la Costituzione, l’equilibrio tra i poteri e il dei diritti fondamentali è la condizione perché esista una democrazia”, ha aggiunto Landini sottolineando “per questo penso sia importante andare a votare e votare no per fermare una riforma che non e’ una riforma, ma un attacco ai diritti fondamentali anche dei cittadini”.

Per il leader sindacale, il referendum non affronta le vere criticità del sistema giudiziario. “I problemi veri della giustizia non vengono affrontati, e lo dice il governo perché il problema che abbiamo non è di discutere della separazione delle carriere, il problema che abbiamo è di far funzionare i tribunali, di far funzionare le leggi, di ridurre i tempi con cui si fanno i processi e tutto questo non se ne parla”, ha concluso Landini.

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