venerdì 14 Agosto 2026

Meloni, il problema dei giovani può pesare sulle elezioni 2027

Tra gli under 35 il gradimento per il governo scende al 25% e il centrodestra resta sotto il 30%

Di Redazione
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Il rapporto tra Giorgia Meloni e gli elettori più giovani mostra segnali di difficoltà e potrebbe trasformarsi in un elemento importante nella partita politica che accompagnerà l’Italia verso le elezioni del 2027. Le rilevazioni citate da YouTrend indicano infatti un consenso particolarmente contenuto tra gli under 35. Il dato più significativo riguarda il giudizio sull’esecutivo: soltanto il 25% dei giovani esprime un giudizio positivo sul governo guidato da Meloni. La distanza rispetto ad altre fasce della popolazione rende questo risultato particolarmente rilevante, soprattutto considerando il peso che le nuove generazioni possono assumere in una competizione elettorale dall’esito incerto.

La fotografia del consenso giovanile emerge in un momento nel quale la maggioranza guarda già alla prossima legislatura e alla sfida elettorale del 2027. Secondo i dati richiamati nelle analisi di YouTrend, la coalizione di governo raccoglie meno del 30% del consenso tra gli under 35. Il centrodestra comprende Fratelli d’Italia, e Forza Italia, ma tra i giovani la sua capacità di attrazione appare molto più debole rispetto al risultato che le forze della maggioranza ottengono complessivamente nell’elettorato nazionale.

Il divario generazionale entra nella partita politica

Il dato assume maggiore significato se confrontato con l’orientamento politico degli elettori più giovani. Le analisi recenti indicano infatti una maggiore propensione degli under 35 verso le forze di centrosinistra. Lorenzo Pregliasco, alla guida di YouTrend, ha evidenziato che “younger voters are clearly leaning towards the centre-left”, descrivendo quindi una tendenza che potrebbe diventare decisiva nella prossima competizione nazionale. La distanza tra giovani e governo non riguarda soltanto il gradimento personale della presidente del Consiglio, ma coinvolge più in generale la capacità della maggioranza di parlare a una generazione che affronta problemi e sociali differenti rispetto a quelli delle fasce più anziane.

Il tema del lavoro rappresenta uno dei nodi principali. I giovani italiani continuano a confrontarsi con difficoltà nell’accesso a occupazioni stabili, salari spesso insufficienti rispetto al costo della vita e percorsi professionali che possono richiedere molti anni prima di garantire una vera autonomia economica. A questi problemi si aggiungono il costo delle abitazioni, la difficoltà di costruire una famiglia e le prospettive legate alla formazione. Secondo l’analisi ripresa da Reuters, la debolezza delle opportunità economiche e gli investimenti limitati nell’istruzione contribuiscono al malcontento tra gli elettori più giovani.

Le politiche del governo e il rapporto con gli under 35

Il governo Meloni ha concentrato una parte significativa della propria azione politica su , ordine pubblico, contrasto alla e immigrazione. Questi temi hanno rappresentato alcuni dei principali elementi identitari della maggioranza fin dall’inizio della legislatura. Tuttavia, secondo le analisi sul consenso giovanile, queste priorità non sembrano riuscire a compensare le difficoltà che molti under 35 incontrano sul piano economico e sociale.

Le politiche sulla sicurezza hanno inoltre prodotto discussioni particolarmente accese proprio tra le fasce più giovani. Reuters ha richiamato, tra gli altri interventi, le misure contro i rave party, alcune norme relative alla cannabis leggera e gli interventi sul comportamento dei . Il tema non riguarda soltanto il contenuto dei singoli provvedimenti, ma anche la percezione che una parte dei giovani ha delle priorità dell’esecutivo. Quando le questioni considerate più urgenti dagli elettori non coincidono con quelle che occupano maggiormente l’agenda politica, può aumentare la distanza tra governo e cittadini.

Il 2027 potrebbe trasformare il dato in un problema elettorale

Il vero interrogativo riguarda ora la capacità del centrodestra di recuperare consenso tra gli under 35 prima del voto. Il 2027 rappresenta infatti una scadenza nella quale anche pochi percentuali possono assumere un peso rilevante, soprattutto in una competizione che potrebbe giocarsi su margini ridotti tra i principali schieramenti. La questione diventa ancora più importante considerando che i giovani partecipano al voto con percentuali generalmente inferiori rispetto alle fasce più anziane. Il loro minore coinvolgimento elettorale può ridurre l’effetto immediato del dato nei sondaggi, ma un aumento della partecipazione potrebbe modificare sensibilmente gli equilibri.

La situazione complessiva del governo offre comunque un quadro più articolato. Una rilevazione YouTrend per Sky TG24 pubblicata a giugno indicava il 35% di giudizi positivi sull’operato dell’esecutivo, contro il 55% di giudizi negativi e il 10% di indecisi. Il dato nazionale quindi non coincide con quello relativo agli under 35 e mostra una situazione meno favorevole al governo rispetto agli anni precedenti, ma anche una base di consenso ancora significativa. Fratelli d’Italia, inoltre, continua a rappresentare la prima forza politica nelle rilevazioni nazionali.

Il nodo della partecipazione e delle prossime elezioni

La distanza tra governo e giovani potrebbe quindi diventare uno dei temi centrali della prossima . Non basta infatti osservare quanti giovani dichiarano di preferire un determinato partito: occorre capire quanti di loro andranno effettivamente alle urne. La partecipazione rappresenta il fattore capace di trasformare un orientamento espresso nei sondaggi in voti reali. Per il centrodestra, recuperare il rapporto con questa fascia significa quindi affrontare questioni concrete come lavoro, stipendi, casa, università, formazione e possibilità di costruire un futuro in Italia.

La partita resta comunque aperta. I dati fotografano una situazione attuale e non possono anticipare con certezza il risultato delle elezioni. Da qui al 2027 possono cambiare il quadro economico, le alleanze, i partiti, i temi della campagna elettorale e soprattutto le priorità degli elettori. Tuttavia, il 25% di gradimento tra gli under 35 rappresenta un campanello d’allarme politico che il governo non può ignorare. Per Giorgia Meloni la sfida non riguarda soltanto la tenuta dell’attuale maggioranza, ma anche la capacità di costruire un rapporto duraturo con una generazione che oggi guarda con maggiore interesse verso l’opposizione.

Il dato sui giovani entra così direttamente nel quadro delle prossime elezioni politiche. Se la tendenza dovesse consolidarsi, il centrodestra potrebbe trovarsi davanti a una difficoltà strutturale nel conquistare l’elettorato più giovane. Al contrario, se il governo riuscisse a migliorare la percezione delle proprie politiche su , redditi, istruzione e autonomia abitativa, potrebbe tentare di ridurre il divario. Il tempo per intervenire non manca, ma il confronto con gli under 35 è già diventato uno dei dossier politici più delicati in vista del 2027.

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