È un’estate da ricordare per lo sport italiano. Gli Europei di nuoto a Parigi e quelli di atletica leggera a Birmingham hanno regalato agli azzurri una lunga serie di risultati di alto livello, confermando la competitività dell’Italia nelle due discipline. Le due manifestazioni si concludono oggi, domenica 16 agosto, ma il bilancio costruito nelle giornate precedenti racconta già una spedizione ricca di medaglie, record e prestazioni di grande rilievo. Nel nuoto, l’Italia ha trovato in Sara Curtis una delle protagoniste assolute della rassegna, mentre Nicolò Martinenghi, Simona Quadarella, Thomas Ceccon e gli altri azzurri hanno contribuito a mantenere la nazionale ai vertici europei. Nell’atletica, invece, la squadra italiana ha raggiunto la giornata conclusiva di Birmingham in testa al medagliere, con 8 ori, 6 argenti e 5 bronzi.
Sara Curtis entra nella storia del nuoto
A Parigi il momento più clamoroso per l’Italia porta il nome di Sara Curtis. La giovane azzurra ha conquistato il titolo europeo nei 50 metri dorso e, nel giro di poche ore, ha riscritto per due volte il record mondiale della specialità. In semifinale Curtis ha fermato il cronometro in 26″63, migliorando il precedente primato mondiale. In finale, però, l’azzurra non si è accontentata e ha abbassato ulteriormente il limite, chiudendo in 26″56 e conquistando contemporaneamente la medaglia d’oro europea.
Il risultato ha rappresentato uno dei momenti più importanti dell’intera manifestazione. Curtis aveva già conquistato il bronzo nei 100 stile libero e l’argento nella staffetta 4×100 stile libero, ma il successo nei 50 dorso ha trasformato la sua settimana parigina in una pagina storica del nuoto italiano. “È un sogno che si realizza”, ha raccontato l’azzurra dopo l’impresa, sottolineando il lavoro svolto per arrivare a un risultato di questa portata.
La prestazione di Curtis non è arrivata per caso. Nei mesi precedenti la nuotatrice aveva già mostrato una crescita impressionante, stabilendo record italiani ed europei e arrivando agli Europei con grandi aspettative. A Parigi ha trasformato quelle aspettative in una prestazione di livello mondiale, diventando uno dei simboli della nuova generazione del nuoto azzurro.
Martinenghi e Quadarella confermano il valore degli azzurri
Tra gli uomini, Nicolò Martinenghi ha confermato il proprio ruolo da protagonista nella rana. L’azzurro ha conquistato il titolo europeo nei 100 metri rana e successivamente ha completato la propria doppietta nei 50 metri rana. Nella finale dei 50 metri ha inoltre condiviso il podio con Simone Cerasuolo, che ha conquistato la medaglia d’argento. La doppietta italiana ha evidenziato ancora una volta la profondità del movimento nazionale nella specialità.
Importante anche il rendimento di Simona Quadarella, ormai una presenza costante ai vertici del mezzofondo europeo. L’azzurra ha conquistato il titolo negli 800 metri stile libero e nella giornata conclusiva ha ottenuto l’accesso alla finale dei 400 stile libero. La sua continuità nelle grandi manifestazioni rappresenta uno dei punti di forza della nazionale italiana, che anche a Parigi ha presentato una squadra capace di competere per le medaglie in numerose specialità.
Tra i protagonisti della spedizione figurano inoltre Thomas Ceccon e Alberto Razzetti, mentre le staffette hanno garantito altri piazzamenti importanti. Nella mattinata conclusiva del 16 agosto l’Italia ha raggiunto quota 38 accessi alle finali nelle gare in vasca, con 31 qualificazioni nelle prove individuali e 7 nelle staffette. La sessione serale può ancora modificare il bilancio definitivo della nazionale.
Birmingham, l’Italia arriva davanti a tutti
Se a Parigi il nuoto ha regalato un record mondiale, a Birmingham l’atletica ha costruito un risultato di squadra altrettanto significativo. La nazionale italiana è arrivata all’ultima giornata degli Europei in prima posizione nel medagliere, davanti alla Gran Bretagna padrona di casa. Il bilancio provvisorio comprende 8 medaglie d’oro, 6 d’argento e 5 di bronzo, per un totale di 19 podi prima delle ultime finali.
La spedizione italiana ha inoltre stabilito un record già prima dell’inizio delle gare. Il direttore tecnico Antonio La Torre ha convocato 132 atleti, 70 uomini e 62 donne, formando la nazionale più numerosa della storia italiana agli Europei di atletica. Il gruppo comprendeva molti dei protagonisti capaci di vincere medaglie a Roma nel 2024, tra cui Marcell Jacobs, Nadia Battocletti, Yeman Crippa, Gianmarco Tamberi, Leonardo Fabbri, Sara Fantini e Antonella Palmisano.
Tra le conferme più importanti spicca Leonardo Fabbri, che ha difeso il titolo europeo nel getto del peso. L’azzurro ha confermato la propria leadership continentale e ha aggiunto un altro oro a una stagione già ricca di risultati di alto livello. Anche la marcia ha contribuito in modo significativo al bilancio italiano, mentre le gare di mezzofondo e le pedane hanno regalato altri piazzamenti importanti.
Riva d’argento, l’Italia non si ferma
Nella mattinata del 16 agosto è arrivata un’altra medaglia per l’Italia. Pietro Riva ha conquistato l’argento nella maratona maschile, aggiungendo un nuovo podio al bottino azzurro proprio nel giorno conclusivo della manifestazione. La squadra femminile ha inoltre ottenuto l’argento nella classifica a squadre della maratona, confermando la capacità dell’Italia di competere anche nelle gare su strada.
La giornata conclusiva di Birmingham prevede ancora numerose occasioni per gli azzurri. Tra gli atleti più attesi c‘è Larissa Iapichino nella finale del salto in lungo, mentre diverse speranze di medaglia arrivano anche dai 3000 siepi e dalle staffette 4×400. La nazionale può quindi aumentare ulteriormente il proprio bottino e difendere fino all’ultimo la prima posizione nel medagliere.
Due Europei che raccontano una nuova Italia dello sport
Il dato più significativo delle due manifestazioni riguarda la qualità e la quantità dei risultati italiani. A Parigi il nuoto ha trovato una nuova protagonista mondiale in Sara Curtis, affiancata da campioni già affermati come Nicolò Martinenghi e Simona Quadarella. A Birmingham l’atletica ha invece dimostrato una profondità notevole, con una nazionale numerosa e competitiva in praticamente tutti i settori.
L’Italia arriva quindi alla conclusione dei due Europei con un bilancio estremamente positivo. Il record mondiale di Curtis rappresenta il momento simbolo del nuoto, mentre il primo posto provvisorio nel medagliere dell’atletica certifica la forza raggiunta dal movimento azzurro. Restano ancora le ultime finali da disputare, ma il quadro è già chiaro: tra Parigi e Birmingham, l’Italia ha mostrato di poter competere stabilmente ai vertici dello sport europeo.
Il risultato assume ancora più valore perché arriva a due anni dagli Europei di Roma 2024, quando l’atletica italiana aveva vissuto una delle migliori edizioni della propria storia. La continuità dei risultati ottenuti nel 2026 dimostra che quei successi non rappresentavano soltanto un exploit legato alla manifestazione casalinga. Il movimento azzurro continua a produrre campioni, record e medaglie e si presenta alla conclusione dell’estate europea con una generazione capace di guardare con fiducia ai prossimi grandi appuntamenti internazionali.
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