Quasi centomila italiani si trovano in Medio Oriente e nel Golfo Persico. Tra di loro novemila turisti che di certo non avevano programmato di trovarsi in zona di guerra. Dall’alba del conflitto, il telefono dell’Unità di Crisi della Farnesina non ha smesso di squillare. Si stimano duecento chiamate l’ora, migliaia di famiglie che chiedono notizie o assistenza per il rientro.
Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha raddoppiato la capacità operativa della Task Force Golfo. I rimpatri assistiti sono partiti da Abu Dhabi, Riad e Mascate. Questa mattina due voli da Mascate hanno riportato a Roma quasi 250 persone. I numeri purtroppo sono ancora bassi.
Gli Emirati Arabi Uniti, considerato da anni un paese alleato oltre che un partner commerciale, da soli ospitano settemila connazionali, tra lavoratori, imprenditori e famiglie che vivono là da anni. La preoccupazione ovviamente va anche a loro che ora devono scegliere se abbandonare o no la vita costruita in questi anni.
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