I saldi estivi hanno mostrato una progressiva perdita di ritmo dopo un avvio positivo nei primi giorni di luglio. Ad agosto, infatti, le vendite hanno registrato una diminuzione media del 2,6% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025.
A incidere sull’andamento del mese sono state anche le temperature eccezionalmente elevate, che hanno contribuito a rallentare gli acquisti. Il dato emerge dal monitoraggio realizzato da Federazione Moda Italia-Confcommercio attraverso un questionario rivolto alle imprese associate.
Il quadro, tuttavia, presenta differenze significative tra le attività. Il 55% delle imprese ha mantenuto vendite stabili o ha registrato una crescita: nel dettaglio, il 37% ha indicato un andamento invariato, mentre il 18% ha segnalato un incremento. Il restante 45% ha invece evidenziato una diminuzione delle vendite.
Un avvio positivo che non ha cambiato la tendenza
La partenza incoraggiante dei saldi non è riuscita a compensare la debolezza dei consumi e le difficoltà che da tempo interessano i negozi indipendenti del settore moda.
Giulio Felloni, presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, ha spiegato che la flessione di agosto deve essere interpretata all’interno di uno scenario più ampio. “La buona partenza dei saldi non è bastata a invertire una tendenza che continua a penalizzare il commercio di prossimità della moda”, ha dichiarato.
Secondo Felloni, il nodo principale non riguarda le promozioni stagionali, ma la debolezza della domanda e il progressivo peggioramento delle condizioni economiche per i negozi indipendenti. Tra i fattori che aumentano la pressione sulle attività vengono indicati i costi di gestione e quelli energetici, insieme alla riduzione dei margini e a una concorrenza considerata sempre più squilibrata.
Anche il clima ha avuto un peso sull’andamento del comparto. “Anche il caldo eccezionale ha frenato gli acquisti”, ha sottolineato Felloni, evidenziando il rischio che, senza misure di sostegno, possa intensificarsi ulteriormente la perdita di attività commerciali nei centri urbani.
Milano torna protagonista della moda internazionale
Nonostante le difficoltà, il settore guarda ai prossimi appuntamenti con l’obiettivo di trasformare la forte capacità di innovazione della moda italiana in nuove opportunità per l’intera filiera.
Milano torna infatti al centro della scena internazionale con le fiere Fashion&Jewels, Micam e Mipel, alle quali seguiranno gli appuntamenti della Fashion Week e White Milano. Gli eventi riuniranno brand, produttori, buyer e operatori provenienti da diversi mercati internazionali.
“È un periodo importante per l’intera filiera: dalle fiere alle passerelle si concentra una straordinaria capacità di innovazione, creatività e internazionalizzazione”, ha affermato Felloni.
Per il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, però, la forza del sistema moda non può essere separata dalla presenza dei negozi nelle città. È proprio nella distribuzione che il prodotto arriva al consumatore, nasce il rapporto con il pubblico e viene consolidato il valore commerciale.
“Dobbiamo quindi fare in modo che l’energia della moda si traduca anche in attrattività, consumi e vitalità per il commercio di prossimità”, ha aggiunto Felloni.
Le richieste al governo per sostenere i negozi
Alla luce delle difficoltà attraversate dal comparto, Federazione Moda Italia-Confcommercio ha portato al Tavolo della Moda del Mimit un insieme di proposte rivolte alla politica.
Tra le misure richieste figurano voucher destinati agli acquisti nei negozi indipendenti, un credito d’imposta sui canoni di locazione, la svalutazione progressiva delle rimanenze di magazzino e l’istituzione della Giornata Nazionale della Moda Italiana.
L’obiettivo è intervenire sulle condizioni economiche delle imprese e contribuire alla tutela dell’occupazione e della vitalità dei centri urbani. “Sono interventi concreti per sostenere imprese, occupazione e vitalità dei nostri centri urbani”, ha spiegato Felloni.
La priorità indicata dalla federazione riguarda quindi il rafforzamento del commercio di prossimità, considerato un elemento essenziale per mantenere vivo il rapporto tra la moda, le attività commerciali e i consumatori.
“Salvaguardare il commercio di prossimità significa fare in modo che questo valore non si interrompa nell’ultimo miglio, quello del rapporto quotidiano con il consumatore”, ha concluso Felloni.
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