Un attacco frontale alle politiche della Commissione Europea segna la reazione del Movimento 5 Stelle al discorso sullo Stato dell’Unione. Il capodelegazione pentastellato a Strasburgo, Pasquale Tridico, ha criticato aspramente l’intervento di Ursula von der Leyen: «Oggi von der Leyen sembrava sulla Luna, anziché qui nel Parlamento Europeo. Siamo al settimo discorso sullo stato dell’Unione e sembrava il suo primo giorno da presidente della Commissione Europea. Ha descritto un’economia che funziona, al contrario vediamo la deindustrializzazione in tutti i paesi europei. Ogni giorno si perdono 500 lavori in industria, lavori di qualità. Al contrario cresce la povertà, crescono le disuguaglianze e non si ha la possibilità di curarsi in tanti paesi europei».
Lo spreco di risorse sul riarmo e la crescita delle destre
Al centro della contestazione del M5s c‘è la scelta strategica di destinare ingenti risorse economiche al settore della difesa anziché alle emergenze sociali del continente. «Stiamo sprecando soldi sul riarmo anziché sulla necessità degli italiani, degli europei, che sono appunto la casa, che sono appunto la lotta contro la povertà e il diritto alla salute che è necessario», ha incalzato Tridico, definendo la relazione della presidente «un estremo discorso deludente». Secondo il capodelegazione, dirottare le risorse sulle armi significa «non rispondere alle esigenze sociali ma alimentare questa crescita di destra, questa crescita estremista post-fascista», ribadendo la presenza del M5s per rappresentare «un’altra Europa, l’Europa sociale, l’Europa che conta».
Lo sfogo di Pedullà sui rischi di escalation e il carovita
A rimarcare la distanza tra vertici comunitari e vita reale è intervenuto l’europarlamentare Gaetano Pedullà, riferendo la testimonianza di un’elettrice scoppiata a piangere al telefono per il timore di un conflitto imminente. «Ecco, questa è la domanda da fare a questa pazza: davvero ci vuole portare in guerra? Lo compra un chilo di pasta, un chilo di pane, paga una bolletta?», ha accusato l’eurodeputato cinquestelle, contestando direttamente la narrazione trionfalistica arrivata dall’emiciclo di Strasburgo e concludendo che «dire quello che ha detto, che questo è il migliore stato dell’Unione, è davvero fuori dal mondo, non vive nel mondo reale».
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