Il quartiere Prati, a Roma, resta al centro delle indagini dopo una serie di episodi che hanno coinvolto donne e passanti lungo via della Giuliana. I carabinieri stanno cercando di identificare la persona che avrebbe sparato contro alcune persone mentre percorrevano la strada, in un tratto compreso tra piazzale Clodio e la zona di via Andrea Doria. Al momento gli investigatori hanno raccolto due denunce presentate da donne che hanno raccontato di essere state raggiunte dai colpi, mentre le testimonianze raccolte nella zona hanno fatto emergere altri cinque episodi nei quali gli spari avrebbero mancato il bersaglio.
Il primo caso emerso pubblicamente riguarda Cristina Stillitano, giornalista e scrittrice romana di 49 anni. Lunedì 14 settembre, intorno alle 15.15, la donna camminava in via della Giuliana mentre parlava al telefono quando ha avvertito un forte dolore al braccio sinistro. Subito dopo ha notato il sangue sulla maglietta e un foro nell’indumento. La donna ha quindi chiamato il 112 e i carabinieri sono arrivati sul posto. Gli accertamenti medici hanno individuato un pallino conficcato nell’arto, con la necessità di procedere alla sua estrazione. Il colpo ha quindi trasformato una normale passeggiata in un episodio potenzialmente molto più grave.
La seconda denuncia arriva da una donna di 57 anni
La vicenda ha assunto dimensioni più ampie quando anche Angela Perrone, commercialista di 57 anni, ha deciso di rivolgersi ai carabinieri. La donna ha raccontato di avere percorso via della Giuliana venerdì scorso, intorno alle 20, quando ha avvertito uno spostamento d’aria seguito da un dolore improvviso al polpaccio sinistro. In quel momento camminava insieme alla strada con un’altra persona nelle vicinanze e inizialmente non aveva collegato l’episodio agli spari emersi nei giorni successivi. Perrone ha spiegato di avere ancora un livido sulla gamba e di avere deciso di denunciare dopo aver appreso del ferimento di Stillitano nello stesso tratto di strada.
«Ho sentito uno spostamento d’aria e poi una fitta al polpaccio», ha raccontato Perrone, spiegando che sul momento aveva pensato a uno scherzo compiuto con una cerbottana. La donna non ha escluso che qualcuno possa aver sparato da un’automobile, ma gli investigatori devono ancora stabilire con precisione da dove siano partiti i colpi. La dinamica resta quindi uno degli elementi centrali dell’inchiesta, perché gli spari potrebbero provenire da un edificio oppure dalla strada.
Cinque episodi senza feriti e il racconto dei testimoni
Le testimonianze raccolte dai militari hanno fatto emergere altri cinque episodi. In questi casi i colpi non avrebbero raggiunto le persone prese di mira. Alcuni residenti e commercianti hanno raccontato di avere assistito a spari indirizzati verso donne che percorrevano il marciapiede. Tra i racconti compare anche quello relativo a due gruppi di turiste che sarebbero finiti nel mirino del misterioso autore degli spari. Gli investigatori stanno ora verificando ogni singola testimonianza per capire se tutti gli episodi abbiano un unico responsabile e se la persona abbia utilizzato sempre la stessa arma.
Anche Georgiana Tudorake, titolare di un ristorante nella zona, ha raccontato di avere assistito ad almeno quattro episodi davanti al proprio locale. Secondo la sua testimonianza, i colpi sarebbero partiti in momenti diversi e avrebbero avuto come possibile bersaglio persone che transitavano sul marciapiede. Simona Pirozzi, titolare di una gioielleria nella stessa area, ha inoltre riferito di un episodio nel quale un proiettile avrebbe colpito un albero dopo uno sparo udito nei pressi dell’attività commerciale.
I carabinieri cercano l’origine dei colpi
Gli investigatori stanno valutando diverse ipotesi sulla posizione dello sparatore. Una delle possibilità riguarda un soggetto che potrebbe avere sparato da una finestra o da un balcone degli edifici affacciati sulla strada. Un’altra ipotesi prende invece in considerazione la possibilità che l’autore abbia sparato dalla strada, magari utilizzando un’automobile o uno scooter per avvicinarsi alla zona e poi allontanarsi rapidamente. Al momento i carabinieri non hanno identificato alcun responsabile e non possono ancora stabilire con certezza quale delle due dinamiche corrisponda ai fatti.
Gli accertamenti riguardano anche il tipo di arma utilizzata. In alcuni episodi i testimoni hanno parlato di pallini di plastica compatibili con pistole da softair, mentre nel caso di Cristina Stillitano gli accertamenti dovranno chiarire la natura del proiettile che ha raggiunto il braccio. La possibilità che il responsabile abbia utilizzato un’arma ad aria compressa più potente resta tra gli elementi che gli investigatori devono verificare. L’esame del materiale recuperato e i rilievi potranno fornire indicazioni utili sulla provenienza dei colpi.
Strada chiusa per i rilievi e controlli nella zona
Nella giornata di oggi i carabinieri hanno inoltre chiuso il tratto interessato per consentire lo svolgimento dei rilievi. Gli investigatori stanno cercando elementi utili per ricostruire la posizione dalla quale sarebbero partiti gli spari e la direzione seguita dai proiettili. Le immagini delle telecamere presenti nella zona rappresentano un altro elemento importante dell’indagine, perché potrebbero consentire di individuare movimenti sospetti nei momenti in cui si sono verificati gli episodi.
L’indagine punta ora a collegare i diversi episodi attraverso elementi concreti: testimonianze, immagini, reperti e ricostruzione delle traiettorie. Il numero delle segnalazioni ha aumentato l’attenzione degli investigatori, soprattutto perché diversi racconti indicano donne come possibili bersagli. Resta però da accertare se questa circostanza dipenda da una scelta deliberata dell’autore oppure dalla ricostruzione dei testimoni. Nel frattempo i carabinieri continuano a raccogliere informazioni e a verificare ogni dettaglio utile per arrivare all’identificazione della persona che ha sparato.
Nel quartiere cresce intanto la preoccupazione tra residenti, commercianti e persone che frequentano quotidianamente la zona. Via della Giuliana continua a rappresentare il punto centrale degli accertamenti e proprio qui gli investigatori stanno concentrando i rilievi e l’analisi delle testimonianze. La priorità resta quella di chiarire l’origine degli spari, stabilire quale arma abbia utilizzato il responsabile e capire se dietro i diversi episodi ci sia effettivamente una sola persona.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()
![]()





