Un violento episodio di maltempo ha colpito Firenze nel pomeriggio di giovedì 17 settembre, provocando forti disagi in diverse zone della città e creando anche momenti di apprensione all’interno della Galleria degli Uffizi. Le precipitazioni hanno raggiunto un’intensità particolarmente elevata, con oltre 45 millimetri di pioggia caduti nell’arco di un’ora. La quantità d’acqua ha messo sotto pressione diverse strutture e ha provocato anche un’infiltrazione all’interno del celebre museo fiorentino.
Il punto interessato dall’infiltrazione si trova in corrispondenza di un lucernario della sala che custodisce sette dipinti del Seicento. Tra queste opere figura anche il Bacco di Caravaggio, uno dei capolavori più conosciuti conservati agli Uffizi. L’acqua ha raggiunto la parte esterna della teca protettiva che custodisce il dipinto, provocando schizzi sul vetro. La situazione ha richiesto immediatamente controlli e verifiche da parte del personale del museo, soprattutto per escludere qualsiasi conseguenza per le opere custodite nella sala.
Il Bacco resta protetto dalla teca
Il particolare elemento che ha permesso di evitare conseguenze per il dipinto riguarda proprio il sistema di protezione che separa l’opera dall’ambiente esterno. L’acqua non ha raggiunto direttamente la tela: gli schizzi hanno interessato il vetro esterno della teca che protegge il Bacco. Dopo le verifiche effettuate all’interno della sala, il museo ha comunicato che nessuna delle opere ha riportato danni.
La notizia ha comunque attirato immediatamente l’attenzione, perché l’episodio ha coinvolto uno dei dipinti più importanti della collezione degli Uffizi. Il Bacco, realizzato da Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, rappresenta una delle opere più celebri del percorso museale. Vedere l’acqua scendere sulla teca ha quindi creato comprensibilmente apprensione tra i presenti, anche se la protezione ha svolto la propria funzione e le verifiche successive hanno escluso problemi per il dipinto.
“A seguito delle dovute verifiche non è risultato alcun danno a nessuna delle opere”, ha fatto sapere la Galleria degli Uffizi dopo gli accertamenti. Il museo ha inoltre comunicato la regolare riapertura della sala a partire dalla mattina del 18 settembre, dopo gli interventi e i controlli necessari per verificare le condizioni dell’ambiente interessato dall’infiltrazione.
Una sala con sette dipinti del Seicento
L’infiltrazione ha interessato una sala particolarmente importante degli Uffizi, nella quale trovano posto sette dipinti del Seicento. L’episodio ha quindi imposto una particolare attenzione non soltanto nei confronti del Bacco, ma anche delle altre opere presenti nello stesso spazio. Il personale ha verificato le condizioni dei dipinti e degli ambienti, accertando l’assenza di danni.
La dinamica dell’episodio evidenzia ancora una volta quanto le condizioni meteorologiche estreme possano creare situazioni impreviste anche all’interno di edifici che custodiscono un patrimonio artistico di enorme valore. In questo caso, la presenza della teca protettiva ha impedito che l’acqua entrasse direttamente in contatto con la tela. Gli accertamenti hanno così consentito di escludere conseguenze sulle opere e di programmare la riapertura della sala senza modificare il normale funzionamento della Galleria.
Firenze alle prese con pioggia, grandine e vento
Il temporale non ha interessato soltanto gli Uffizi. La forte perturbazione ha colpito diverse aree di Firenze, accompagnando le intense precipitazioni con raffiche di vento e grandine. In città si sono registrati numerosi disagi legati alla violenza del fenomeno atmosferico, con l’acqua caduta in quantità molto elevata in un periodo di tempo estremamente breve.
Proprio la rapidità con cui si è concentrata la precipitazione ha creato le condizioni per l’infiltrazione all’interno della Galleria. Il fenomeno ha raggiunto il museo mentre la città affrontava una fase particolarmente intensa del temporale. La situazione agli Uffizi è comunque rientrata dopo gli interventi e le verifiche, consentendo alla struttura di confermare la normale apertura della sala interessata nella giornata successiva.
L’episodio resta dunque legato soprattutto alla violenza del maltempo che ha investito Firenze. L’acqua è entrata nella sala attraverso il punto in corrispondenza del lucernario e ha raggiunto la superficie esterna della protezione del Bacco di Caravaggio, ma il dipinto e le altre opere custodite nella sala non hanno riportato danni. Dopo l’allarme iniziale, gli accertamenti hanno escluso conseguenze per il patrimonio artistico e gli Uffizi hanno potuto confermare la ripresa regolare delle visite.
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