I nuovi numeri diffusi dall’Istat sui conti pubblici italiani hanno scatenato uno scontro politico durissimo tra maggioranza e opposizioni. Le rilevazioni dell’Istituto di statistica indicano un indebitamento netto al 3,1% del PIL e una pressione fiscale che sale al 42,9%, registrando un incremento di ben 0,7 punti in un solo anno. Un quadro che conferma come l’Italia non riuscirà a uscire anticipatamente dalla procedura per deficit eccessivo aperta da Bruxelles, rinviando il traguardo almeno al 2027.
La reazione delle forze di minoranza è stata immediata e compatta, convergendo in una condanna unanime della gestione del Ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti.
L’attacco del Partito Democratico
Per Alessandro Zan, componente della segreteria del Partito Democratico ed europarlamentare, i dati certificano il crollo della narrazione della maggioranza: «I dati diffusi oggi dall’Istat dicono che il Governo ha fallito. Deficit sopra il 3% e pressione fiscale in aumento mentre gli italiani fanno i conti per arrivare alla fine del mese. Dopo quattro anni il bilancio è sotto gli occhi di tutti: avevano promesso di cambiare l’Italia, l’hanno fatta peggiorare. È tempo di andare a casa».
La stoccata del Movimento 5 Stelle
Ancora più duro il giudizio del leader del M5S, Giuseppe Conte, che ha tradotto i numeri in un’accusa diretta alle scelte strategiche dell’esecutivo: «Quattro anni di tagli, austerità, crescita zero e corsa al riarmo lasciano l’Italia in gabbia e ci impediscono di uscire dalla procedura d’infrazione. Bisogna agire subito: vanno tagliati i programmi di spesa militare per recuperare risorse da destinare a sanità, buste paga e famiglie». Sulla stessa linea il vicepresidente M5S Stefano Patuanelli, che ha parlato di «doppio fallimento su crescita e conti», sottolineando come i tagli stiano soffocando il PIL anziché risanare il debito.
La protesta di Alleanza Verdi e Sinistra
Polemiche sferzanti giungono anche da Alleanza Verdi e Sinistra. Angelo Bonelli ha accusato la premier Meloni di finanziare «le armi al posto del welfare» con le tasse dei cittadini, parlando di «politica alla Cetto La Qualunque». Gli ha fatto eco Peppe De Cristofaro, capogruppo AVS al Senato, definendo i dati Istat «una doccia gelata» e chiedendo di tornare al voto il prima possibile per invertire la rotta economica del Paese.





