venerdì 6 Novembre 2026
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«Il Governo ha fallito, italiani in gabbia»: l’Istat affonda i conti e le opposizioni vanno all’attacco

Deficit al 3,1% e pressione fiscale in salita al 42,9%: l'Italia resta vincolata alla procedura d'infrazione UE fino al 2027. PD, M5S e AVS contestano compatti la linea economica dell'esecutivo e chiedono lo stop alle spese militari

Di Redazione
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I nuovi numeri diffusi dall’Istat sui conti pubblici italiani hanno scatenato uno scontro politico durissimo tra maggioranza e opposizioni. Le rilevazioni dell’Istituto di statistica indicano un indebitamento netto al 3,1% del PIL e una fiscale che sale al 42,9%, registrando un incremento di ben 0,7 punti in un solo anno. Un quadro che conferma come l’Italia non riuscirà a uscire anticipatamente dalla procedura per deficit eccessivo aperta da Bruxelles, rinviando il traguardo almeno al 2027.

La reazione delle forze di minoranza è stata immediata e compatta, convergendo in una unanime della gestione del Ministero dell’Economia guidato da Giancarlo Giorgetti.

L’attacco del Democratico

Per Alessandro Zan, componente della segreteria del ed europarlamentare, i dati certificano il crollo della narrazione della maggioranza: «I dati diffusi oggi dall’Istat dicono che il Governo ha fallito. Deficit sopra il 3% e pressione fiscale in aumento mentre gli italiani fanno i conti per arrivare alla fine del mese. Dopo quattro anni il bilancio è sotto gli occhi di tutti: avevano promesso di cambiare l’Italia, l’hanno fatta peggiorare. È tempo di andare a casa».

La stoccata del Movimento 5 Stelle

Ancora più duro il giudizio del leader del , , che ha tradotto i numeri in un’accusa diretta alle scelte strategiche dell’esecutivo: «Quattro anni di tagli, austerità, crescita zero e corsa al riarmo lasciano l’Italia in gabbia e ci impediscono di uscire dalla procedura d’infrazione. Bisogna agire subito: vanno tagliati i programmi di spesa militare per recuperare risorse da destinare a sanità, buste paga e famiglie». Sulla stessa linea il vicepresidente M5S Stefano , che ha parlato di «doppio fallimento su crescita e conti», sottolineando come i tagli stiano soffocando il PIL anziché risanare il debito.

La di Alleanza Verdi e Sinistra

Polemiche sferzanti giungono anche da Alleanza Verdi e Sinistra. Angelo ha accusato la premier Meloni di finanziare «le armi al posto del welfare» con le tasse dei , parlando di «politica alla Cetto La Qualunque». Gli ha fatto eco Peppe De Cristofaro, capogruppo AVS al Senato, definendo i dati Istat «una doccia gelata» e chiedendo di tornare al voto il prima possibile per invertire la rotta economica del Paese.

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