Le priorità internazionali della politica estera italiana finiscono al centro di un duro scontro istituzionale. La decisione della presidente del Consiglio Giorgia Meloni di non volare a New York per l’81ª Assemblea Generale delle Nazioni Unite, facendosi rappresentare dal ministro degli Esteri Antonio Tajani per presenziare invece all’inaugurazione della Milano Fashion Week, ha scatenato la dura reazione delle opposizioni.
La bufera da Palazzo di Vetro: “Una figuraccia internazionale”
L’attacco più forte è arrivato proprio dagli Stati Uniti, dove i leader di tutto il mondo si sono dati appuntamento per affrontare i principali dossier di crisi, dal Medio Oriente all’Ucraina. Il senatore e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, ha affondato il colpo contestando la linea del governo: «All’Onu si alternano i capi di Stato e di governo di tutto il pianeta e l’Italia non c’è. Credo sia uno dei rari casi nella storia repubblicana in cui un premier decide di disertare il vertice. Partecipare all’Assemblea Generale è un dovere istituzionale, non uno schiribizzo: è una vergogna e una figuraccia per il Paese».
Sulla stessa lunghezza d’onda il Movimento 5 Stelle. Il capogruppo alla Camera, Riccardo Ricciardi, ha criticato la scelta di campo di Palazzo Chigi, sottolineando come in un momento segnato da tensioni globali ed emergenze economiche interne, la presenza ai tavoli multilaterali avrebbe dovuto avere la priorità rispetto agli appuntamenti mondani della capitale morale.
La linea di Palazzo Chigi: sostegno a un settore chiave
Indifferente alle polemiche sollevate dalle opposizioni, la premier ha difeso la scelta di presentarsi a Palazzo Reale accogliendo l’invito del presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, Carlo Capasa. L’ultimo precedente di un capo del governo ai defilé milanesi risaliva al 2016, quando vi partecipò proprio Renzi.
Di fronte ai vertici dell’industria tessile e del lusso — un comparto che vale circa il 5% del Prodotto Interno Lordo e impiega un milione di addetti — Meloni ha rivendicato il valore strategico della sua visita: «In una fase non semplice per i mercati globali, ho ritenuto doveroso dare un segnale fisico di presenza. Oltre ai provvedimenti e alle risorse, come i 100 milioni per gli investimenti, esserci di persona è un modo per dire grazie a un settore trainante della nostra economia».





