La Cina ha chiesto di sospendere le esportazioni di diesel e benzina. Fonti riferiscono a Bloomberg che i funzionari della Commissione nazionale per lo Sviluppo e la Riforma (NDRC) – organo di riferimento per la pianificazione economica – hanno incontrato i dirigenti delle più grandi raffinerie petrolifere del Paese, ordinando la sospensione temporanea delle spedizioni con effetto immediato. Questo significa mettere in stand by i contratti e negoziare l’annullamento di quelli che erano già stati approvati.
Dallo Stretto di Hormuz, nelle mani degli ayatollah, passano circa 20milioni di barili di petrolio al giorno – 20% del consumo totale e circa il 20-22% del Gnl. Il blocco, quindi, rappresenta una minaccia per l’approvvigionamento energetico del colosso asiatico che dipende dal greggio della regione mediorientale.
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