domenica 25 Ottobre 2026
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Conte sfida Schlein sulla leadership: «Così non si vince»

Il leader del Movimento 5 Stelle dubita della capacità elettorale della segretaria dem e ipotizza di un candidato alternativo per guidare il centrosinistra contro Giorgia Meloni

Di Redazione
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La scelta del candidato rischia di diventare uno dei principali punti di scontro nel . Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, avrebbe espresso nei colloqui riservati forti sulle possibilità di di Elly alle prossime elezioni politiche. Il suo ragionamento, riportato dalla stampa, ruota attorno a una convinzione netta: «Con Elly Schlein non si vince». Una posizione che riaccende il confronto sulla guida del campo largo e sulla strategia necessaria per sfidare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

Conte propone una soluzione alternativa

Il leader pentastellato sostiene di non agire per ambizione personale e ricorda di avere già ricoperto l’incarico di presidente del Consiglio. Conte si dice disponibile a valutare un passo indietro, insieme agli altri leader della coalizione, per individuare una figura capace di raccogliere consensi più ampi. L’obiettivo sarebbe trovare un candidato di mediazione, espressione di un’intesa politica condivisa, che possa rappresentare le diverse anime dell’opposizione senza accentuare le divisioni interne.

L’ipotesi del terzo nome, tuttavia, incontra la resistenza di Schlein, che rivendica la propria disponibilità a guidare la coalizione. La segretaria del considera le primarie uno strumento democratico per scegliere il candidato e non intende rinunciare preventivamente alla possibilità di competere. Il confronto, quindi, non riguarda soltanto i nomi, ma anche il metodo con cui il centrosinistra vuole decidere la propria leadership.

Primarie e unità, la sfida resta aperta

La contrapposizione tra Conte e Schlein si inserisce in un confronto che coinvolge anche le altre forze del campo largo, tra cui Angelo Bonelli e . Una parte della coalizione considera un candidato terzo una possibile soluzione per allargare il , mentre altri puntano sulla legittimazione attraverso le primarie. La segretaria , inoltre, ha ribadito la propria contrarietà alle larghe intese e alla scelta di un leader moderato soltanto per rassicurare una parte dell’elettorato.

Resta da capire se le forze progressiste riusciranno a trovare un sulla leadership prima della campagna elettorale. La sfida a Giorgia Meloni richiede infatti una strategia condivisa, oltre a un programma comune capace di tenere insieme sensibilità e priorità differenti. Per ora, il terzo nome rimane un’ipotesi senza una candidatura condivisa, mentre il confronto tra Conte e Schlein continua a mettere alla prova la tenuta dell’alleanza.

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