Non c‘è solo lo scontro istituzionale con Palazzo Chigi a minare il congresso straordinario della Lega all’Allianz MiCo di Milano. Riconfermato alla guida del partito con 465 voti, Matteo Salvini sceglie di trasformare il palco dell’assise leghista nell’arena di un durissimo e deliberato scontro contro la libera informazione.
Nel corso del suo lungo intervento, il vicepremier e ministro dei Trasporti ha dedicato almeno cinque passaggi del suo discorso ad attacchi frontali contro la stampa, arrivando a definire i cronisti «servi» e rivendicando con orgoglio la scelta strategica di averli lasciati fuori dalla sala dei congressisti e a debita distanza dai delegati per impedire loro di «inquinare i lavori».
Odg e Cdr allineati: “Idea della stampa da Unione Sovietica o Russia di Putin”
Le parole del leader di via Bellerio hanno scatenato un terremoto tra le rappresentanze dei giornalisti. Il primo ad affondare il colpo è il presidente nazionale dell’Ordine dei giornalisti, Carlo Bartoli: «Per il vicepremier Salvini i giornalisti si dividono in servi e amici. Come in Russia, in Cina e in tutti i regimi totalitari. Probabilmente la sua idea di congresso si avvicina a quella della vecchia Unione Sovietica, con i cronisti che si limitano a tessere le lodi del Grande Timoniere o del Grande Capitano. Finché siamo in democrazia il dovere della stampa è offrire ai cittadini notizie che non piacciono ai potenti di turno. Se ne faccia una ragione e ritiri gli insulti».
Dura la replica congiunta dei Comitati di redazione delle due principali testate nazionali finite nel mirino del Capitano. Il Cdr di Repubblica sottolinea come Salvini, ancora iscritto all’Ordine, dimostri di «non avere alcuna dimestichezza con i concetti di libertà e indipendenza, forse confuso dall’aver avuto come unica esperienza lavorativa quella di giornalista di partito». Sulla stessa linea il Cdr del Corriere della Sera, che esprime profondo sconcerto per il divieto d’accesso imposto agli accreditati e ricorda al “collega” ministeriale che la ricerca delle notizie sgradite al potere resta l’inviolabile pilastro della professione.
La Fnsi sfida il vicepremier: “Abbia coerenza e restituisca la tessera dell’Ordine”
A completare la durissima levata di scudi della categoria è Alessandra Costante, segretaria generale della Fnsi (Federazione Nazionale della Stampa Italiana), che smaschera l’atteggiamento censorio del titolare di Porta Pia.
«Anche questa volta Salvini dimostra di non avere alcuna familiarità con i concetti di libertà e di informazione autonoma», attacca Costante. «A lui l’informazione piace evidentemente asservita, ma i giornalisti italiani sono liberi e non servi come sostiene lui. Visto che detesta a tal punto i cronisti e la libertà di stampa, ci chiediamo per quale motivo continui a voler mantenere l’iscrizione a un Ordine. Ci aspettiamo un atto di immediata coerenza da parte sua con la restituzione della tessera». Un veleno in più che isola ulteriormente il vicepremier, proprio mentre cerca di accreditarsi come uomo “di lotta e di governo“.





