martedì 27 Ottobre 2026
campo largo

Inneggiare ad Hamas «non è reato»: Acerbo fa tremare il Campo Largo e il Pd esplode contro lo “prestito” di Crisanti

Il segretario di Rifondazione Comunista difende il presunto eversivo Siher e scatena la bufera. I riformisti dem insorgono contro il salvagente concesso dal Nazareno al Prc per le firme elettorali. Venerdì il primo vertice sul programma tra Schlein, Conte e Fratoianni

Di Redazione
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Mentre i vertici dell’opposizione provano ad accelerare per blindare la prima riunione del tavolo programmatico prevista per questo venerdì, una bomba d’ordine pubblico e politica rischia di far saltare in aria la tenuta del . A far esplodere il Nazareno e le componenti riformiste della coalizione sono i post pubblicati su X dal segretario di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, a margine dell’arresto di Youssef Siher, l’estremista milanese del “Movimento 17 Ottobre” accusato dalla Procura di di aver pianificato un progetto eversivo.

Intervenendo sui social con una discutibile difesa garantista del fermato, Acerbo si è spinto a chiedere provocatoriamente ai propri interlocutori: «Quindi? È vietato inneggiare ad Hamas?». Poi, rincarando la dose di fronte alle reazioni indignate degli utenti, ha aggiunto che «inneggiare al 7 ottobre non è un reato». Affermazioni pesantissime che hanno scatenato la dura reazione del centrodestra, pronto a pretendere una presa di distanza ufficiale da parte di , e l’immediata condanna da parte di Azione, Italia Viva e dell’ala riformista del Partito Democratico.

La dem sul “prestito” del senatore Crisanti: “Un insulto alla sinistra”

A rendere il dentro il centrosinistra ancora più incandescente è il recente assist concesso dal Pd al partito di Acerbo per evitargli la complessa raccolta di 6.000 firme per prevista dalla legge elettorale. Per consentire la di una componente autonoma del Prc a Palazzo Madama, i dem hanno infatti “prestato” al partito della Sinistra Europea il senatore Andrea Crisanti.

Una mossa che oggi si ritorce contro il Nazareno con inusitata violenza polemica. L’ex deputato dem Filippo Sensi ha attaccato duramente la scelta: «Gli abbiamo pure prestato un senatore a questo fenomeno». Per tutta risposta, Acerbo ha accusato Sensi di essere «difficilmente ricollegabile alla sinistra», provocando la reazione sdegnata della PD Sandra Zampa: «Resto allibita che Rifondazione chieda al Pd aiuto e due giorni dopo averlo ottenuto nella forma di un prestito, si permetta di indicare il nome di un militante della prima ora del Pd come uno che non dovrebbe stare nel centrosinistra. Schlein metta fine a questo spettacolo!». Dal canto suo, Crisanti si difende: «Non commento le parole di Acerbo, ma la scelta di garantire agibilità politica a un partito storico è stata fatta contro una norma liberticida».

Venerdì il primo tavolo a tre, ma si gioca la carta del “Ponte” per coprire le riforme

Sullo sfondo delle macerie politiche lasciate dall’uscita di Acerbo, l’asse Pd-M5s-Avs prova comunque a fissare per venerdì prossimo la prima riunione del tavolo di programma, per ora riservata ai soli leader ufficiali per evitare ulteriori frammentazioni, in attesa di capire se e come allargare il perimetro ai centristi e alle altre sigle parlamentari (inclusa la richiesta di +Europa e Tabacci per un gruppo in deroga alla Camera).

Nel merito dei contenuti, le forze della coalizione provano a compattarsi contro la Manovra del governo Meloni lanciando le proprie contromisure economico-sociali. Alleanza Verdi e Sinistra rilancia la proposta della “bolletta sociale”, ossia un credito energetico progressivo destinato alle famiglie con Isee fino a 30.000 euro. Dal canto suo, punta tutto sulle misure per il riscatto giovanile: «Per voltare pagina proponiamo il taglio strutturale delle tasse per gli under 35, il salario minimo, lo stop a stage e tirocini gratuiti che sono solo sfruttamento, e affitti calmierati con lo Stato garante. Per coprire i costi della scuola prendiamo i 13,5 miliardi bloccati, tra inchieste ed errori progettuali, per il Ponte sullo Stretto».

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