Il clima politico e militare in Medio Oriente raggiunge il punto di massima tensione. La nuova Guida suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, nell’esercizio delle sue funzioni di Comandante in Capo delle Forze Armate, ha impartito direttive perentorie agli alti comandi della Repubblica Islamica, ordinando di preparare una risposta immediata, incisiva e «senza restrizioni geografiche» a fronte di qualsiasi nuova azione militare o terroristica condotta dagli Stati Uniti o da Israele.
Durante il vertice di emergenza con i vertici militari, Khamenei ha ribadito che la deterrenza del Paese poggia esclusivamente su una prontezza operativa totale. La linea diffusa tramite i canali ufficiali della Guida Suprema chiarisce che Teheran non intende subire limitazioni territoriali nelle sue eventuali rappresaglie, riservandosi il diritto esclusivo di dettare i tempi e le modalità di arresto delle ostilità.
Mappatura dei bersagli: sotto tiro gli interessi dell’asse USA-Israele
Il passaggio di maggiore impatto strategico riguarda la riorganizzazione dei piani d’attacco. Khamenei ha disposto un aggiornamento immediato e completo del database degli obiettivi militari, estendendo il raggio d’azione dell’esercito e dei Pasdaran a tutti i beni, materiali e immateriali, riconducibili alla presenza statunitense e israeliana nella regione e nel mondo.
La direttiva trasforma di fatto l’intera rete di basi, installazioni e risorse logistiche della coalizione avversaria in target potenziali, ponendo la diplomazia internazionale di fronte allo scenario di un conflitto privo di confini definiti.

