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sabato 18 Aprile, 2026
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Milano Cortina vittoria Russia Foto: Ansa

A Milano-Cortina torna l’inno della Russia dopo 12 anni

Nessuna contestazione del pubblico durante la premiazione di Voronchikhina, vincitrice del Super-G alle Paralimpiadi

Da Silvia Forconi
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Dopo oltre un decennio di assenze forzate dalle competizioni internazionali,  l’inno russo è tornato a risuonare alle Paralimpiadi di Milano-Cortina. Tra applausi e entusiasmo, una piccola delegazione russa era presente con la propria bandiera. L’atleta Varvara Voronchikhina ha commentato: “È speciale vedere la mia bandiera in Italia”.

L’inno assente alle ultime edizioni

Nelle precedenti edizioni, a Pyeongchang 2018, l’esecuzione era stata vietata a causa delle sanzioni legate allo scandalo antidoping. A Pechino 2022, invece, l’inno e la bandiera erano stati esclusi in seguito all’invasione dell’Ucraina, generando polemiche tra le delegazioni internazionali e limitando il riconoscimento ufficiale della partecipazione russa.

Nonostante gli anni di esclusione forzata, gli atleti russi hanno potuto competere regolarmente, ma senza simboli nazionali, suscitando discussioni a livello sportivo e politico. Ora, a Milano-Cortina, il ritorno dell’inno e della bandiera rappresenta un segnale di normalizzazione e di rispetto per gli atleti, accolto senza contestazioni durante le premiazioni.

Le polemiche

La riammissione degli atleti russi aveva già suscitato forti malumori, con diversi Paesi che hanno scelto di boicottare la cerimonia d’apertura, svoltasi venerdì 6 marzo all’Arena di Verona. A causa della distanza dai luoghi delle gare e delle tensioni internazionali legate al ritorno di Russia e Bielorussia, la cerimonia si è svolta senza la tradizionale sfilata dei portabandiera: i partecipanti sono stati rappresentati esclusivamente attraverso video registrati in precedenza.

Le dichiarazioni di Voronchikhina

Dopo la vittoria la 23enne siberiana Voronchikhina, trionfatrice nel Super-G standing femminile, commenta: “Sui temi politici semplicemente evito di rispondere. Perché parlarne? È sport, qui siamo tutti uguali”, ha dichiarato l’atleta.
Il successo della giovane atleta russa ha quindi attirato l’attenzione non solo per la sua prestazione in pista, ma anche per il forte simbolismo del ritorno dell’inno russo in una manifestazione internazionale. La sua esecuzione è stata accolta dagli organizzatori come un segnale di rispetto verso tutti gli atleti e la competizione, malgrado le tensioni politiche internazionali che continuano a circondare la Russia.

La scena ha offerto un momento di celebrazione sportiva pura, sottolineando come, almeno in pista, lo sport possa superare divisioni e polemiche esterne.

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