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sabato 18 Aprile, 2026
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Gianluigi Buffon. ANSA_Alessio Marini

Si dimette anche Buffon: “Un atto di responsabilità”

Dopo le dimissioni di Gravina, lascia anche il capo delegazione della Nazionale: "Avevamo un obiettivo e abbiamo fallito"

Da Sergio Di Laccio
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Dopo le dimissioni del presidente federale Gabriele Gravina, arrivano anche quelle del capo delegazione della Nazionale Gianluigi Buffon. Campione del mondo nel 2006 e vicecampione d’Europa nel 2012, detentore del record assoluto di presenze con la nazionale maggiore con 176 apparizioni tra il 1997 e il 2018, Buffon ricopriva il ruolo di capo delegazione dal 5 agosto 2023; era invece in campo con la fascia di capitano al braccio quando, a novembre del 2017, la nazionale subì la prima delle tre cocentissime mancate qualificazioni al Mondiale consecutive.

Un atto dovuto

“Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi”, scrive Buffon in un lungo post sui social. “Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti. Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l’obiettivo principale era riportare l’Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti”.

Il percorso

“È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo”, spiega. “Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino. Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore. Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte”.

Il commiato

“Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l’insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre”.

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