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sabato 18 Aprile, 2026
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Missione Unifil a Shama ph Ansa

Un razzo ha colpito la base italiana Unifil in Libano. Si indaga sulla provenienza

Il ministero della Difesa ha confermato che non vi sono feriti, ma solo lievi danni alla struttura

Da Laura Laurenzi
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Un razzo di origine non ancora confermata ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del Settore Ovest di Unifil in Libano. Il raid si è verificato nel pomeriggio di oggi e non ha provocato feriti o vittime nel contingente composto dai militari italiani. Il missile avrebbe provocato però lievi danni alla struttura.

Le autorità italiane sono state immediatamente avvisate. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, con il Comandante del Covi, Giovanni Maria Iannucci, e con il Comandante del contingente italiano per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale.

All’interno della base di Shama sono presenti i militari italiani della Brigata Alpina Taurinense e della Brigata Sassari alla guida del Settore Ovest di Unifil, nell’ambito dell’Operazione Leonte. Si tratta di una missione italiana di peacekeeping in Libano, in ambito Onu, iniziata nel 2006 con il compito di monitorare la cessazione delle ostilità, assistere le istituzioni locali nell’esercizio della sovranità e sostenere la popolazione civile.

I precedenti attacchi alla base militare Unifil

Non è la prima volta che le sirene di allarme risuonano in questa base. Solo due settimane fa, sono caduti alcuni detriti verosimilmente provocati da razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani. Un militare italiano ha accusato un dolore all’occhio ed è stato soccorso tempestivamente e assistito dal personale sanitario della base. Le sue condizioni non hanno fortunatamente destato preoccupazioni.

La scorsa settimana, i militari presenti nella base sono stati costretti a rifugiarsi nei bunker a causa degli intensi scontri a fuoco che si sono registrati all’interno e nei dintorni del villaggio di Naqoura, vicino al quartier generale dell’Unifil. In più occasioni, proiettili, schegge e frammenti hanno colpito edifici e aree aperte all’interno della base, mettendo a rischio l’incolumità dei caschi blu.

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