La tensione tra Iran, Stati Uniti e Israele sale ancora. Teheran promette attacchi duri e su larga scala dopo le parole del presidente americano Donald Trump, che nelle ultime ore ha minacciato di riportare l’Iran all’“età della pietra” con bombardamenti massicci nelle prossime settimane.
La risposta dell’esercito iraniano non si è fatta attendere. Il comandante operativo delle forze armate, Khatam al Anbiya, ha parlato in un messaggio diffuso dalla televisione di Stato, annunciando una reazione militare pesante contro Washington e Tel Aviv.
Il tono è netto, senza margini di ambiguità. “Con la fiducia in Allah Onnipotente, questa guerra continuerà fino alla vostra umiliazione, al vostro disonore, ai vostri rimpianti definitivi e alla vostra capitolazione”, ha dichiarato il comandante, lasciando intendere che il confronto è destinato a durare. Non solo. Lo stesso vertice militare ha avvertito che le prossime operazioni saranno ancora più dure rispetto a quelle già viste. “Aspettatevi azioni più vaste e più distruttive”, ha aggiunto, parlando di una risposta capace di colpire in modo diretto gli interessi americani e israeliani.
Le dichiarazioni arrivano in un momento delicato per l’area mediorientale, dove il rischio di un allargamento del conflitto resta alto. Ogni parola pesa, ogni minaccia alza il livello dello scontro. La situazione in Medio Oriente resta instabile. Da una parte Washington mostra i muscoli e prepara nuove opzioni militari. Dall’altra Teheran ribadisce di non voler arretrare. Il risultato è una spirale di tensione che tiene il mondo con il fiato sospeso e che potrebbe trasformarsi, in poco tempo, in una crisi ancora più grave.
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