L’Italia è spaccata in due lungo il versante adriatico, dove si è scatenata un’onda di maltempo da più di 72 ore. La situazione più critica si è verificata in Molise e Abruzzo. Proprio questa mattina è crollato un ponte sul fiume Trigno, lungo la statale 16 Adriatica, nell’area di Montenero di Bisaccia. La sua struttura era in osservazione da ieri, a causa dell’ingrossamento del corso d’acqua che ha provocato l’esondazione del fiume.
I collegamenti tra le due Regioni risultano quasi completamente interrotti. Nel pomeriggio di ieri è stata sospesa la circolazione ferroviaria sulla linea Adriatica. Oggi è ancora bloccata fino al tratto tra Fossacesia e Porto di Vasto, a causa dell’esondazione dell’Osento, in provincia di Chieti. Rete Ferroviaria Italiana (RFI) ha predisposto un servizio sostitutivo con autobus per garantire la viabilità tra Abruzzo e Puglia. Questo fino a questa mattina, quando la degenerazione delle condizioni meteo ha reso necessari ulteriori interventi.
I viaggiatori sono le prime vittime dei disagi: nella notte circa 800 persone sono rimaste bloccate presso la stazione di Pescara, in attesa dei pullman. E una situazione analoga si è verificata ad Ancona. Peraltro, sempre nel pescarese, si sono registrate criticità sul fronte idrico. A Penne, ad esempio, l’ospedale è rimasto senza fornitura diretta a causa della rottura di una condotta. È stato necessario attivare un servizio sostitutivo tramite autobotti.
Il maltempo ha imperversato anche nelle Marche, dove una frana ha isolato la località di Pozza – in provincia di Ascoli Piceno – ad Acquasanta Terme. Qui 90 resistenti risultano isolati e in attesa di soccorso. In Puglia invece la circolazione ferroviaria tra Foggia e Caserta è ripresa ieri, in tarda serata, dopo il ripristino della linea danneggiata dall’esondazione del fiume Cervaro, a Bovino. Nel frattempo, Giuseppe Nobiletti – presidente della Provincia di Foggia – ha firmato la richiesta di riconoscimento dello stato di calamità naturale.
Seguite La Sintesi sui nostri social!
