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sabato 18 Aprile, 2026
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Meloni e Giorgetti

Carburanti alle stelle, il governo corre ai ripari: accise mobili più veloci e indagine su due compagnie

Oggi è il giorno decisivo: se i tecnici del ministero dell’Economia daranno il via libera al decreto contro i rincari dei costi dell'energia

Da Alessio Matta
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La benzina sale, il diesel sfiora i due euro al litro e il governo prova a correre ai ripari. Oggi è il giorno decisivo: se i tecnici del ministero dell’Economia daranno il via libera al decreto, il Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi alle 17 per varare nuove misure contro il caro carburanti. Sul tavolo c’è una modifica alle accise mobili e un giro di vite contro possibili speculazioni alla pompa.

Il problema nasce dal meccanismo delle accise mobili. Lo strumento serve a ridurre le tasse sui carburanti quando il prezzo del petrolio sale e aumenta il gettito Iva. L’idea è semplice: usare quelle entrate extra per tagliare le accise e alleggerire il prezzo per gli automobilisti.

Il sistema però ha un difetto: è troppo lento. Per far scattare lo sconto servono almeno due mesi di rincari. Un tempo troppo lungo in una fase in cui la guerra tra Israele e Iran ha fatto schizzare il prezzo del petrolio. Per questo il governo pensa di cambiare la legge e ridurre il periodo di osservazione.

Un taglio pesante come quello deciso nel 2022 dal governo Draghi non è in programma. Allora le accise furono ridotte di 22 centesimi al litro. Oggi i conti pubblici non permettono una misura simile. Le stime del ministero indicano che lo sconto possibile alla pompa potrebbe fermarsi tra i 6 e i 7 centesimi.

Nel frattempo cresce l’allarme sui prezzi. Secondo i dati del ministero delle Imprese, il pieno di gasolio è aumentato in media di 9,80 euro, quello della benzina di 4,50. E sotto la lente sono finite anche due grandi compagnie petrolifere.

I tecnici del Mimit hanno rilevato un’anomalia: in diversi distributori i prezzi applicati alla pompa sarebbero saliti più dei prezzi consigliati dalle stesse compagnie. Un segnale che ha fatto scattare i controlli.

Mister Prezzi” invierà alla Guardia di Finanza l’elenco dei casi sospetti. Le verifiche punteranno a capire se dietro l’aumento ci siano manovre speculative. Il rischio è che la corsa dei carburanti finisca per pesare sull’intera economia. Con prezzi alti alla pompa salgono i costi dei trasporti e della produzione. E torna a farsi largo lo spettro di una nuova frenata economica. Il governo prova a intervenire. Ma il tempo stringe e il petrolio continua a correre.

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