giovedì 13 Agosto 2026
Meloni e Giorgetti

Carburanti alle stelle, il governo corre ai ripari: accise mobili più veloci e indagine su due compagnie

Oggi è il giorno decisivo: se i tecnici del ministero dell’Economia daranno il via libera al decreto contro i rincari dei costi dell'energia

Di Redazione
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La benzina sale, il diesel sfiora i due euro al litro e il governo prova a correre ai ripari. Oggi è il giorno decisivo: se i tecnici del ministero dell’Economia daranno il via libera al decreto, il Consiglio dei ministri potrebbe riunirsi alle 17 per varare nuove misure contro il caro . Sul tavolo c’è una modifica alle mobili e un giro di vite contro possibili alla pompa.

Il problema nasce dal meccanismo delle accise mobili. Lo strumento serve a ridurre le tasse sui carburanti quando il prezzo del sale e aumenta il gettito Iva. L’idea è semplice: usare quelle entrate extra per tagliare le accise e alleggerire il prezzo per gli automobilisti.

Il sistema però ha un difetto: è troppo lento. Per far scattare lo sconto servono almeno due mesi di rincari. Un troppo lungo in una fase in cui la guerra tra e Iran ha fatto schizzare il prezzo del petrolio. Per questo il governo pensa di cambiare la legge e ridurre il periodo di osservazione.

Un taglio pesante come quello deciso nel 2022 dal governo non è in programma. Allora le accise furono ridotte di 22 centesimi al litro. Oggi i conti pubblici non permettono una misura simile. Le stime del ministero indicano che lo sconto possibile alla pompa potrebbe fermarsi tra i 6 e i 7 centesimi.

Nel frattempo cresce l’ sui prezzi. Secondo i dati del ministero delle Imprese, il pieno di è aumentato in media di 9,80 euro, quello della benzina di 4,50. E sotto la lente sono finite anche due grandi compagnie petrolifere.

I tecnici del Mimit hanno rilevato un’anomalia: in diversi distributori i prezzi applicati alla pompa sarebbero saliti più dei prezzi consigliati dalle stesse compagnie. Un segnale che ha fatto scattare i controlli.

Mister Prezzi” invierà alla l’elenco dei casi sospetti. Le verifiche punteranno a capire se dietro l’aumento ci siano manovre speculative. Il rischio è che la corsa dei carburanti finisca per pesare sull’intera economia. Con prezzi alti alla pompa salgono i costi dei trasporti e della produzione. E torna a farsi largo lo spettro di una nuova frenata economica. Il governo prova a intervenire. Ma il tempo stringe e il petrolio continua a correre.

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