La vicenda è emersa lo scorso 9 agosto quando la nonna di Chiara Petrolini ha trovato nel giardino di casa il corpo di un neonato. Il 7 settembre sono stati scoperti anche i resti del primo figlio mentre la famiglia era ancora in vacanza negli Stati Uniti dando il via alle indagini.
Le dichiarazioni spontanee
«Sono stata descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini». Con queste parole, Chiara Petrolini ha iniziato le sue dichiarazioni spontanee davanti alla Corte di Assise di Parma, dove è imputata per il duplice omicidio premeditato e la soppressione dei cadaveri dei suoi due neonati, nati a maggio 2023 e agosto 2024.
La giovane ha parlato per circa sette minuti, leggendo un foglio: «Quei bambini erano parte di me, non gli avrei mai fatto del male, è una sofferenza che distrugge dentro».
Il malessere e la solitudine
La ragazza ha raccontato un malessere profondo: «Molti mi descrivevano come una brava ragazza, con famiglia, amici, un ragazzo, lavoro e studio, ma era solo apparenza. Dentro mi sentivo sola anche quando non lo ero davvero. Era uno spazio vuoto che nessuno riusciva a riempire».
Sul tema delle gravidanze ha detto: «Non pensavo di essere incinta. Nella mia testa era impossibile, altrimenti gli altri se ne sarebbero accorti. Per quello mettevo in atto comportamenti come fumare o bere». Dopo il secondo parto, avvenuto ad agosto 2024, era partita per una vacanza negli Stati Uniti con la famiglia.
La ricostruzione della Procura
La Procura di Parma, rappresentata dalla pm Francesca Arienti, ha mostrato le immagini dei corpicini ritrovati nel giardino della casa di Traversetolo, chiamandoli con i nomi dati dai genitori di lei: Angelo Federico e Domenico Matteo. Secondo l’accusa, Petrolini avrebbe deliberatamente nascosto le gravidanze e mantenuto comportamenti incompatibili con una gravidanza, dal fumo di sigarette all’assunzione di alcol e sostanze.
Le indagini hanno rilevato ricerche sul cellulare della giovane legate a metodi per accelerare i parti “collegate alla morte e non al benessere dei bambini”.
Il racconto dei parti e la scoperta dei corpi
«Del primo parto non ricordo quasi niente… mi sono accorta che non respirava e ho fatto quel che sentivo», ha raccontato la giovane. Sul secondo parto ha aggiunto: «Non pensavo di stare partorendo. Quando ho visto che il bambino non respirava più, ho fatto la prima cosa che mi è venuta in mente».
Ha concluso con parole di dolore e rimpianto: «Ogni giorno mi alzo con un vuoto che faccio fatica a colmare. Quei bambini erano parte di me e avrei voluto crescerli. Quello che ho fatto dopo è stata una scelta sbagliata, presa senza ragionare, ma in quel momento per me era la scelta più giusta».
