lunedì 15 Giugno 2026
L'Avana. EPA_Ernesto Mastrascusa

Trump rilancia: “Credo che avrò l’onore di prendere Cuba”

Mentre l'isola è al buio, l'Amministrazione USA prepara l'ennesimo cambio di regime

Da Giustino Marai
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«Credo che avrò l’onore di prendere Cuba. Che io la liberi o la prenda, penso di poter fare qualsiasi cosa voglia».
Le parole di , pronunciate alla Casa Bianca, arrivano mentre l’isola caraibica è al buio per un blackout totale, scossa da un terremoto di magnitudo 6 e travolta da una crisi energetica mai così profonda. Il presidente americano rivendica margini d’azione illimitati a fronte di una «nazione molto indebolita», mentre conferma i contatti in corso con L’Avana sul futuro del paese.

L’embargo

Dopo la rivoluzione del 1959 contro il regime di Fulgencio Batista, Cuba è entrata in rotta di collisione con i propri ingombranti e ferocemente anticomunisti vicini. Già nel 1961 gli Stati Uniti tentarono di rovesciare Fidel , armando gli esuli cubani e finanziando la fallita invasione della Baia dei porci. Nel 1962, il Proclama 3447 impose l’embargo, ovvero il divieto di commerciare con Cuba: non solo per gli Stati Uniti, ma per tutti i Paesi che non intendessero rinunciare a fare affari con gli americani.
Dopo oltre sessant’anni, l’embargo, considerato illegale dalla comunità internazionale e di cui l’Assemblea generale dell’ONU ha chiesto invano la fine decine di volte, sta finalmente dando i suoi frutti avvelenati: Cuba è a un passo dal collasso. Strangolata con successo.

Il petrolio venezuelano

Il colpo di è stato il blocco delle forniture di petrolio venezuelano dopo il (mezzo) golpe di gennaio, con il rapimento di e della moglie Cilia Flores e l’ di trentadue militari cubani di stanza a Caracas. sembra destinata a seguire un copione simile: secondo indiscrezioni, in cambio di un allentamento delle e, probabilmente, di lucrosi affari sull’isola, non pretende la totale resa del regime ma soltanto la rimozione del presidente Miguel Díaz-Canel e dei suoi fedelissimi.
Un’opzione che per il momento il governo cubano ha respinto al mittente: qualsiasi negoziato dovrà avvenire «nel rispetto della ». Ma l’economia vacilla, le luci si spengono, e l’opzione militare è sempre dietro l’angolo.

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