Maglione grigio, sguardo agguerrito ed enormi cuffie nere che le coprono le orecchie. È questa la prima immagine della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ospite a Pulp Podcast, il programma condotto da Fedez e Mr. Marra. Un prodotto nato per affrontare tematiche vicine alla popolazione in modo pop, con domande che spesso inseguono populismi e trend social, anche se di fronte hanno procuratori o vertici di governo.
A questo format non è sfuggito neanche il dibattito sul referendum. Meloni non ha disdegnato l’occasione di far giungere la sua voce e la sua propaganda ad una fascia della popolazione che, per ora, della riforma della Giustizia si è interessata ben poco: i giovani.
Il tutto con davanti a sé due personaggi che dell’argomento conoscono ben poco, oltre alle semplici domande che, ormai da mesi, si rincorrono sui social. Il governo non è troppo asservito agli Usa? Cosa si rischia con questa riforma? I pm saranno veramente assoggettati alla giustizia? Almeno queste sono quelle che emergono dai primi secondi pubblicati sui profili social di Pulp podcast.
Domande per cui Meloni è preparata e che sfrutterà a suo vantaggio per far arrivare un messaggio chiaro: il 22 e 23 marzo si deve votare Sì. Un appello che, dopo le interviste ai principali Tg del Paese, domani sfrutterà gli algoritmi e i social.
A muovere Meloni sono gli inevitabili risultati dei sondaggi. Dopo un primo vantaggio del Sì, il No sembra destinato ad avere la meglio, anche se la maggior parte della popolazione dovesse andare a votare. A ciò si aggiunge il paradosso del voto fuorisede: se i giovani sono così importanti, perché non aiutarli con una legge unica che garantisca il voto nella città di domicilio temporaneo?
Meloni, dunque, sembra “disperata“, come hanno confermato fonti a lei vicine a Il Fatto Quotidiano. Una disperazione che ha incontrato altrettanto sconforto nel salotto di Pulp Fiction. Fedez, dopo una breve parentesi da “comunista col Rolex”, ha ora bisogno di riavvicinarsi ad ambienti che, fino a pochi anni fa, aveva criticato.
Così, volti noti della politica sono ospiti nel suo podcast e arrivano le foto del cantante sullo stesso yacht di Santanché e La Russa. Per non dimenticare, poi, l’intervento alla kermesse dei giovani di Forza Italia, insieme a Cruciani. La foto di Bignami con divisa nazista bruciata sul palco del Primo maggio e le querele con il forzista Gasparri sembrano ormai un lontano ricordo, così come le battagli a favore del ddl Zan. Ora è l’era del cagnolone di nome Silvio e dei confronti aperti anche con Roberto Vannacci.
Da Pulp Podcast arriva comunque la migliore delle difese: prima del 17 marzo sono stati invitati anche i leader dell’opposizione, Elly Schlein e Giuseppe Conte, in nome della par condicio. La prima ha declinato, il secondo non ha risposto. In passato, poi, sono stati ospiti esponenti del No, compreso Nicola Gratteri. Restano comunque ancora da capire le regole di ingaggio per l’ospitata della premier: è stata invitata o ha chiamato lei?
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