Alla convention per gli Stati Uniti d’Europa “Tutta l’Europa che manca”, organizzata da Più Europa, insieme a Elly Schlein, Roberto Gualtieri, Riccardo Magi e altri esponenti politici e della società civile, c’era anche il leader del M5s Giuseppe Conte. Un intervento, il suo, che ha toccato i nodi principali del presente e del futuro dell’Unione europea, tra crisi politica, difesa comune e guerra in Ucraina.
Un’Europa “in declino”
Conte ha tracciato un quadro molto critico dello stato dell’Unione: “L’Europa sta attraversando un declino politico spaventoso, preoccupante”. Un giudizio legato alle risposte considerate insufficienti alle grandi crisi degli ultimi anni: “L’Europa è stata balbettante, claudicante, non è riuscita a esprimere una visione, una strategia e ha mostrato tutte le sue carenze”. Alla base, secondo l’ex premier, c’è un deficit strutturale: “L’Europa è deficitaria perché non c’è politica, non c’è una strategia, non c’è un demos europeo”.
Difesa comune, non riarmo
Sul tema della difesa, Conte ha ribadito la necessità di un salto di qualità nell’integrazione europea: l’Europa dovrebbe “rafforzare la difesa comune europea. È una necessità, dobbiamo iniziare a costruire uno strumento di maggiore integrazione”. Il presidente del Movimento ha tuttavia preso le distanze dall’approccio belligerante che sembra aver contagiato molti governi europei: “La difesa unica è un progetto necessario per rispondere alle sfide che abbiamo davanti ma non ha nulla a che vedere col piano di riarmo, che sono soldi buttati”.
Sull’Ucraina “sensibilità diverse”
Non poteva mancare un passaggio sul conflitto russo-ucraino, indicato come uno dei più problematici per la tenuta del Campo largo. Conte ha riconosciuto le divisioni politiche, in particolare con +Europa: “Abbiamo sensibilità diverse”, ha detto, ma ha anche ricordato di aver promosso una posizione condivisa che riconosce che “l’aggressione russa va sanzionata”.
Da qui la linea indicata dal leader M5s: “Non dobbiamo acquistare gas russo finché non ci sarà un trattato di pace” e, allo stesso tempo, difendere “con le unghie e con i denti la popolazione ucraina. Mettiamo fine a questo conflitto”.
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