Gli Antifa, un gruppo decentralizzato di attivisti radicali di sinistra, sono stati messi al bando negli Stati Uniti nel mese di settembre del 2025. L’organizzazione viene definita: «Un’impresa militarista e anarchica che promuove esplicitamente il rovesciamento del governo, delle forze dell’ordine e del nostro sistema di leggi».
Tuttavia, non è ben chiaro dove sia il quartier generale, da quanti membri sia composto il gruppo e soprattutto dove si trovino. Secondo l’FBI, si tratta di «un’organizzazione molto fluida» che «non si differenzia da Al Qaeda o Isis» e sulla quale sono in corso delle indagini.
Ebbene, la Lega – sempre più incline a prendere esempio dagli Usa – ha pensato di proporre la medesima legge anche in Italia. Reclusione da sette a quindici anni per «chiunque organizza, recluta, addestra, radicalizza o dirige associazioni o gruppi anarchici militanti denominati Antifa o simili» e ambisce esplicitamente al rovesciamento del governo e delle forze dell’ordine con atti di violenza e terrorismo. Si riduce invece da cinque a dieci anni per «chiunque partecipa a tali associazioni o gruppi o chiunque si radicalizza in modo autonomo».
La legge contro gli Antifa rischia di colpire i movimenti studenteschi
Se gli Usa non sanno bene come individuare gli Antifa, gli esponenti del Carroccio sembra sappiano perfettamente dove cercare: «Decine di piccoli collettivi e reti studentesche che si mobilitano in modo autonomo e si sviluppano, spesso, all’interno dei centri sociali, cioè dentro spazi occupati e autogestiti, che nel nostro Paese sono circa duecento». È chiaro, insomma, chi finirebbe nel mirino della norma.
E infatti lo chiarisce in una nota Eugenio Zoffili – capogruppo della Lega in commissione Difesa alla Camera e vicepresidente dell’Assemblea parlamentare OSCE –, che scrive: «Metterà al bando le associazioni anarchiche e i gruppi militanti antagonisti estremisti che con le loro azioni violente mettono a repentaglio la sicurezza». La definizione però di «militanti antagonisti estremisti» è un po’ generica ed è questo che preoccupa. Più una legge è vaga, più si presta a qualsiasi interpretazione.
Il rischio, sottolinea infatti lo storico e scrittore Carlo Greppi, è che si voglia colpire «i segmenti della società che coltivano il dissenso nato nell’antifascismo», attraverso l’ennesima «legge liberticida». Dopotutto, riflette Greppi: «Anche la Lega ha il suo problema di matrice nera».
Il contenuto del testo, peraltro, è basato su un errore concettuale: associare i movimenti studenteschi alle manifestazioni dedicate ad Alfredo Cospito, leader anarchico in carcere con il 41-bis. Una lettura con la quale la maggioranza ha tentato anche di sminuire la folla del No Kings, ma che non ha motivo di esistere.
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