Giorgia Meloni ha intrapreso una visita a sorpresa nel Golfo Persico. La premier è atterrata a Gedda, in Arabia Saudita, dove incontrerà in due giorni i principali leader dell’area, per poi visitare anche Emirati Arabi e Qatar. Una missione finora tenuta segreta e che sembra finalizzata a risolvere la grave crisi energetica che investe l’Italia e in generale il mondo a seguito dello scoppio del conflitto in Iran.
Quella di Meloni è la prima visita di un leader occidentale nell’area dall’inizio della guerra scatenata dagli Usa di Donald Trump e da Israele. La missione si inserisce, quindi, nel tentativo di avviare nuove trattative per un partenariato strategico più solido e sicuro nell’ambito della sicurezza energetica. Il Golfo è infatti una “fonte cruciale di petrolio e gas per l’Italia e ha un ruolo determinante nell’andamento dei prezzi energetici globali”, come si legge nella nota diffusa oggi da Palazzo Chigi per rendere noto il viaggio della premier.
I precedenti di Meloni sulla sicurezza energetica
Una visita che arriva nello stesso giorno in cui il governo Meloni ha varato il prolungamento del taglio delle accise sui carburanti fino al prossimo 1° maggio. Un tentativo di ridurre la pressione sulle famiglie e le imprese italiane che però rappresenta solamente un “tampone”, in quanto non risolve alla radice il problema che genera la crisi energetica nel nostro Paese.
Lo scorso 15 marzo, Meloni era volata in Algeria per incontrare il presidente Abdelmadjid Tebboune e discutere nuove forniture di gas naturale liquido all’Italia. L’obiettivo era quello di sostituire le scorte mancanti che solitamente sono garantite dai Paesi del Golfo. La chiusura dello Stretto di Hormuz, il tratto di mare che separa le coste dell’Iran dalla penisola atlantica e in cui passano un quinto del petrolio e del gnl mondiali, ha avuto forti ripercussioni anche nel nostro Paese.
La missione di Meloni rappresenta una possibilità di rafforzare i rapporti commerciali con alcuni dei Paesi più ricchi di petrolio e Gnl al mondo in un momento storico e geopolitico in cui le scorte non sembrano più una certezza e il pericolo di un ritorno dell’Austerity mette in allarme i cittadini europei.
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