martedì 26 Maggio 2026

Ecco chi ha lasciato il Governo senza essere mai stato sostituito: da Delmastro a Sgarbi

Dopo le dimissioni di nove esponenti tra sottosegretari e ministri, le deleghe restano nelle mani dei titolari: pesano la sfiducia di Meloni nella sua classe dirigente e la pressione degli alleati

Da Alessio Matta
Condividi questa notizia nei tuoi canali, non tenerla per te:

Le dimissioni arrivano, ma i sostituti spesso no. Ancor più dopo la sconfitta al referendum sulla giustizia, dentro il governo guidato da Giorgia Meloni emerge un dato politico difficile da ignorare: le caselle si svuotano e restano tali per mesi. Le deleghe tornano nelle mani dei ministri, che si ritrovano a gestire più funzioni con meno persone.

Sono 9 gli esponenti del Governo Meloni che dal 2022 ad oggi hanno lasciato l’incarico di ministro, viceministro o sottosegretario. Restano senza successori gli incarichi e le deleghe di Andrea Delmastro, sottosegretario alla Giustizia dimessosi dopo l’inchiesta sui rapporti con il prestanome del clan Senese; Augusta Montaruli, uscita dal ministero dell’Università e ricerca da sottosegretaria dopo la condanna definitiva per peculato; Vittorio Sgarbi, che ha lasciato il ruolo di sottosegretario alla Cultura dopo il caso sul presunto furto e sull’esportazione illecita di opere d’arte; Giorgio Silli, dimessosi da sottosegretario agli affari Esteri per assumere un incarico in un’organizzazione internazionale; e ora anche Gianmarco Mazzi, promosso ministro del Turismo dopo le dimissioni di Daniela Santanchè, lasciando libera la sua poltrona da sottosegretario alla Cultura.

 

La spina nel fianco di via Arenula: Delmastro

Il caso più delicato è quello del deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro, che il 24 marzo 2026 ha lasciato il ruolo di sottosegretario alla Giustizia. Le dimissioni sono arrivate dopo l’inchiesta che lo ha visto coinvolto nei rapporti con il prestanome del clan Senese, Mauro Caroccia. Un episodio che ha acceso lo scontro politico e portato alla scelta di farsi da parte.

Oggi le sue deleghe restano all’interno del ministero guidato da Carlo Nordio e vengono gestite dal viceministro e dagli altri sottosegretari già in carica. Nessun sostituto è stato nominato. Una decisione che pesa anche sul piano politico, perché Delmastro non era un tecnico qualsiasi ma una figura molto vicina alla premier, il suo storico avvocato. E proprio questo rapporto personale spiega un altro tassello della vicenda: Meloni tende a riempire i ministeri solo con persone di fiducia assoluta. Se quella lealtà viene meno, la poltrona resta vuota.

 

Lo stallo di Augusta Montaruli

Al ministero dell’Università e della ricerca la situazione è ferma da tempo. Augusta Montaruli si è dimessa nel febbraio 2023 dopo la condanna definitiva per peculato nell’inchiesta Rimborsopoli della Regione Piemonte. Da allora il posto non è stato riempito. Le deleghe della deputata di Fratelli d’Italia sono tornate alla ministra Anna Maria Bernini, che continua a gestire il dicastero con meno posizioni ricoperte.

 

Da via del Collegio Romano al Turismo: il passaggio di Mazzi

Poi c’è il caso di Gianmarco Mazzi, diventato ministro del Turismo dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. La sua promozione ha liberato un altro posto da sottosegretario alla Cultura, che per ora resta scoperto. Anche qui nessuna nomina, solo una redistribuzione delle funzioni.

In questo scenario pesa anche la partita con gli alleati. Ogni poltrona libera diventa una moneta di scambio. Sia Forza Italia sia Lega potrebbero rivendicare quei posti, soprattutto dopo la battuta d’arresto al referendum. Per evitare tensioni e trattative complicate, la soluzione più semplice resta quella di non decidere.

 

L’addio forzato di Vittorio Sgarbi

Anche in Via del Collegio Romano il vuoto resta evidente. Vittorio Sgarbi si è dimesso nel gennaio 2024 da sottosegretario alla Cultura dopo l’inchiesta di Report su un presunto furto e su un’esportazione illecita di opere d’arte. La pressione politica è cresciuta e alla fine il critico d’arte ha lasciato l’incarico. Oggi le deleghe sono in mano al ministro Alessandro Giuli.

 

La Farnesina perde pezzi: Giorgio Silli

Agli Esteri la storia si ripete. Giorgio Silli ha lasciato l’incarico da sottosegretario nel febbraio 2026 per assumere il ruolo di segretario generale dell’IILA, un’organizzazione internazionale che si occupa dei rapporti tra Italia e America Latina. Le sue deleghe, tra cui quelle sugli italiani all’estero e sulle politiche migratorie, sono rientrate sotto la responsabilità del ministro Antonio Tajani. Anche in questo caso, nessun nuovo sottosegretario.

Il filo che lega tutte queste vicende è uno solo: le dimissioni non vengono seguite da nuove nomine. Il governo va avanti, ma ridimensionato.

Leggi anche: Tasse mai così alte negli ultimi 10 anni. Scoppia la propaganda Meloni

Seguite La Sintesi sui nostri social!

Facebook 

Instagram

TikTok

YouTube

 

Potrebbe anche piacerti

error: © Riproduzione riservata